Corriere della Sera 6/3/2007, 6 marzo 2007
MILANO
Non si arresta la fuga dai fondi comuni di investimento, mentre la volatilità continua a dominare i mercati di tutto il mondo. A febbraio, secondo i dati provvisori di Assogestioni (che domani diffonderà le cifre definitive), la raccolta netta è stata negativa per 3,6 miliardi di euro, dopo il calo di 5,88 miliardi segnato a gennaio. E il patrimonio netto si è fermato così a quota 602 miliardi. A soffrire di più sono ancora i fondi obbligazionari (-3.944 milioni) e gli azionari (-1.445 milioni), seguiti poi dai fondi di liquidità, che riducono l’emorragia a 700 milioni dai 2,43 miliardi di gennaio. Restano negativi anche i fondi bilanciati (-473 milioni). Recuperano invece gli hedge funds (+876 milioni), dopo il «rosso» di 400 milioni del mese precedente, mentre continua l’andamento positivo dei fondi flessibili (+2.075 milioni).
La peggiore performance ancora una volta è stata quella dei fondi italiani (-4,9 miliardi), a fronte di una raccolta positiva per i fondi esteri (+878 milioni) e roundtrip, cioè quelli «estero vestiti» (+435 milioni). Un andamento che Assogestioni spiega con la diversa tassazione dei fondi e delle rendite. Ma a incidere, valuta Simone Calamai di fundstore.it, è anzitutto la rete di distribuzione, che indirizza la raccolta soprattutto verso fondi flessibili e hedge a scapito dei bilanciati.