Mario Porqueddu, Corriere della Sera 6/3/2007, 6 marzo 2007
Andrea D’Ambra, 23 anni, di Ischia. Studia scienze politiche all’università Federico II di Napoli ed è stato un leader nella lotta ai costi di ricarica •LA BATTAGLIA D’Ambra ha raccolto 810 mila firme, si è rivolto a Bruxelles e ha creato un’associazione di consumatori: Generazione Attiva MILANO – «Che te ne fai di una tariffa che appena chiami un telefono di un altro gestore ti prosciuga?» si chiede un tipo che su Internet si firma gecko?
Andrea D’Ambra, 23 anni, di Ischia. Studia scienze politiche all’università Federico II di Napoli ed è stato un leader nella lotta ai costi di ricarica •LA BATTAGLIA D’Ambra ha raccolto 810 mila firme, si è rivolto a Bruxelles e ha creato un’associazione di consumatori: Generazione Attiva MILANO – «Che te ne fai di una tariffa che appena chiami un telefono di un altro gestore ti prosciuga?» si chiede un tipo che su Internet si firma gecko? . «Che ne direste di fare una petizione contro le tariffe assurde della Vodafone?» butta lì bassplayerpunk. Sul forum di «telefonino.net», dove ogni giorno si discute di costi e offerte per i cellulari, hanno persino fatto un sondaggio intitolato «Nuove tariffe che ne pensi?». Ieri intorno alle 9 di sera si trovava in testa con il 39,02% dei voti «’na schifezza». Al secondo posto, ma molto staccata (23,78%), c’era «quando finisco di sbellicarmi dal ridere ve lo dico». Cambi discussione e trovi tale Gianni 347 che dice: «Meno pubblicità e migliori tariffe: questo chiediamo noi clienti a Vodafone. Vedere in una serata 10 volte lo spot di Totti e Gattuso ha rotto. I consumatori sanno leggere: una buona tariffa si fa pubblicità da sola!!!». Molti applaudono, qualcuno riflette sulle strategie di marketing dei quattro gestori italiani. Di fronte a una pubblicità comparativa fatta da Tim c’è Viska, utente Vodafone, che chiede ai suoi compagni di gestore: «E noi come risponderemo?». Jo replica mesto: «Abbassiamo la testa perché è vero!». Get over non ci sta: «Risponderemo alla grande come sempre. Quella pubblicità è lecita, peccato che non l’hanno fatta con la 3 dove ci perdono...». E dalle repliche, da come usano il «noi» e «loro», capisci che legarsi a un gestore non serve solo a telefonare, ma ha qualcosa a che fare con il senso di appartenenza. Forse c’è chi sarebbe felice di pagare una tariffa più bassa o avere un servizio migliore soprattutto per sentirsi membro della tribù vincente più che per risparmiare soldi. «Del resto, l’"offerta migliore" non esiste» assicura Marco Puzzarini, ravennate, socio di tariffe.it. «Ormai tutto dipende da come si vuole telefonare – dice – e questo lo deve valutare ognuno di noi». Il suo sito dal ’99 permette di calcolare con un database creato ad hoc il costo di una telefonata-tipo: da fisso a fisso, da fisso a mobile, a seconda della durata, dello scatto alla risposta, dell’orario. «Ma chi ci consulta – spiegano a Ravenna – chiede principalmente di reti fisse. Sui telefonini un servizio come il nostro in rete non c’è». Però, a cercarle, informazioni, preoccupazioni, pareri dei clienti di Vodafone, Wind, Tim e 3, circolano lo stesso. Ecco un altro esempio: «Io dico che se la 3 fosse un pelino meglio come qualità forse avrebbe ancora più clienti. Certo Vodafone è da un certo punto di vista il riferimento per le altre compagnie come qualità del segnale ma queste nuove tariffe sono un grandissimo insulto». Chissà se qualcuno negli uffici dei gestori legge questa roba. O sa che cosa c’è scritto sul sito ufficiale della Provincia autonoma di Bolzano: «Fate sempre attenzione alle continue promozioni stagionali, riferite a chiamate, sms o mms, e fate bene i conti prima di accettarle. Qualora vi "regalino" esorbitanti minuti di conversazioni, controllate bene le condizioni: a volte sono talmente restrittive che in realtà è più ciò che spendete per attivarle che non il beneficio della promozione». A navigare in rete sembra che la notizia del giorno, la fine dei costi di ricarica, sia passata con la velocità di una meteora. Il mondo dei telefonini italiani è tanto complicato che tutti discutono già di costi futuri o di possibili nuove offerte. Tutti, o quasi. In realtà sul sito di Andrea D’Ambra c’è la foto di una bottiglia di champagne appena stappata e il titolo dice: «Abbiamo vinto». Studente di scienze politiche, 23 anni, di Ischia, D’Ambra è il ragazzo da 1 miliardo e 700 milioni di euro. I soldi che i gestori della telefonia mobile si mettevano in tasca in un anno grazie ai costi di ricarica e che ora hanno perso. Perché lo dice il decreto Bersani, certo. Ma anche perché D’Ambra il 2 aprile del 2006, in tempi non sospetti, ha promosso la petizione per abolirli. E poi il 3 maggio ha inviato 300 mila firme a Bruxelles, si è alleato con Beppe Grillo, ha raccolto altre 500 mila adesioni e ha finito per diventare una sorta di capopopolo che oggi riceve centinaia di mail ogni giorno, ha una newsletter da 10 mila iscritti e ha creato un’associazione di consumatori: Generazione Attiva. Bel nome. «Bersani dice che ha fatto tutto lui, ma non è esatto» sostiene D’Ambra, che Il Golfo, giornale di Ischia, ha nominato «isolano dell’anno 2006». A giudicare dai messaggi che gli arrivavano ieri non avrà il tempo per godersi il successo. «Ok, abbiamo abolito i costi di ricarica – gli ha scritto Gianvito ”, ma ora dobbiamo opporci a questi aumenti sconsiderati delle tariffe. Wind ha modificato le sue, compresa la conveniente Noi Wind, aumentando il canone mensile da 5 a 7 euro. Stessa cosa per i costi di connessione gprs/umts, ai quali ha aggiunto lo scatto alla risposta. Svegliamoci, ci hanno fregato di nuovo». Oppure: «Sono un firmatario della petizione. Ho consultato le tariffe Wind e sono esterrefatto. Per l’opzione Noi 2 hanno ridotto a 300 (da 400) i minuti di conversazione a fronte di una spesa di 3 euro; per la tariffa senza scatto alla risposta prima, dopo il 3?minuto si pagava la metà, ora rimane uguale per tutti i minuti. vergognoso, riprendiamoci la nostra dignità di consumatori, altrimenti scendiamo in piazza». D’Ambra non si tira indietro e annuncia altre battaglie. «Chi mi invita a intervenire parla soprattutto di scatto alla risposta, poi di canone Telecom e Rai – spiega ”. Ma io penso anche ai costi di ricarica per le banche, come postepay, o a quelli del telepass della tangenziale di Napoli: 5 euro su 20. Ci batteremo». Resta da capire se questi obiettivi avranno lo stesso richiamo della lotta in nome di un cellulare meno esoso. Su quello i dannati delle tariffe italiane sono pronti a tutto. Verificano, si informano, compiono scelte spregiudicate, chiedono risarcimenti. Dalla Lombardia, Roberto annuncia propositi di emigrazione telefonica in Svizzera: «Le compagnie hanno preparato piani tariffari più cari per i nuovi clienti e vogliono obbligare i vecchi a passare a questi? La cosa mi fa incavolare e sto valutando se mi conviene prendere un ricaricabile in Svizzera e pagare il roaming (il passaggio su una rete estera ndr), forse mi costa meno». Altroconsumo ha raccolto la denuncia di un cliente che ha scelto «No problem», telefono gratis, spese di 39 euro al mese, e poi qualche guaio dice di averlo passato. Il primo addebito in carta di credito, per esempio, era di 99 euro. «Il rivenditore mi ha spiegato che era solo per verificare che la carta fosse attiva. L’ho bevuta. Ma poi la banca ha detto che la causale dell’addebito era l’acquisto del cellulare, mentre il gestore ha sostenuto che era un anticipo conversazione: mi ha anche fatto presente che risolvere il contratto costava 250 euro». Marco Bulfon, coordinatore inchieste dell’associazione di consumatori, sta facendo complicati calcoli per stabilire a quanto ammontano i rincari: «Immaginiamo che un cliente faccia 15 chiamate da 3 minuti alla settimana e mandi 7 sms, poi confrontiamo i numeri, compagnia per compagnia. Le due nuove tariffe di Vodafone non sono convenienti, si paga dal 30 al 60% in più. Ma Wind è quella che ci preoccupa: ipotizzava di elevare i costi degli sms, in alcuni casi di aumentare gli scatti alla risposta. Sono problemi che si risolverebbero con più concorrenza». Loro sono l’ala dialogante. Poi c’è Beppe Grillo. Sul suo blog, alla voce «I Vampiri della telefonia», si parla di chiamate gratuite su internet, di gestori come Skype e programmi Voip. Ha cominciato il guru a febbraio 2006: «Telefonare costa sempre meno, tra un po’ non costerà nulla. Se è così perché dobbiamo pagare il canone e cifre mostruose agli operatori? Risparmiate e fateli fuori». Le pagine di interventi, manco a farlo apposta, ieri erano 338... Mario Porqueddu