Varie, 5 marzo 2007
LEGNANTE Assunta
LEGNANTE Assunta Napoli 14 maggio 1978. Lanciatrice del peso. Nel 2007 campionessa europea indoor • «[...] La gioia della Legnante, che peraltro è capitana della squadra azzurra, ha un risvolto molto particolare. Può gareggiare nelle manifestazioni sotto l’egida della Fidal ma non quelle del Coni: le Olimpiadi (e i Giochi del Mediterraneo) le sono proibiti. ”Soffro di un glaucoma all’occhio sinistro. Non sono un medico, ma non vedo quali rischi io corra: negli ultimi quattro anni, da quando sono stata considerata non convocabile per i Giochi, avrò fatto cento gare e non è mai successo nulla”. Ma per quell’affezione il Coni, diversamente dalla Fidal, non le rilascia l’idoneità (per il timore di un distacco della retina sotto sforzo), il che le ha impedito la partecipazione ad Atene 2004» (Corrado Sannucci, ”la Repubblica” 5/3/2007) • «[...] una donna simpatica, gentile. Lancia il peso da moltissimi anni, nel 2002, agli Euroindoor, era già arrivata all’argento. La sua progressione è stata costante, ma faticosa. [...] ”Non sono forte come le altre. Ho gambe potenti, ma non sollevo i pesi come ho visto fare ad alcune mie avversarie. Per fortuna ho questo braccio che è come una fionda”. Ha un fisico imponente: 1.87 per 120 chili. ”In famiglia sono l’unica così prestante. Nel 2002 ho fatto una cura con la dieta a zona, così ho perso 10 chili e poi in questo periodo, con l’allenamento, ho messo su una bella muscolatura, sono sempre 120 kg, ma di massa magra... I miei hanno accettato la mia scelta sportiva, ma in cambio ho dovuto studiare. Sono ragioniera”. La sua passione segreta era la pallavolo, ma poi ha coperto di poter vincere anche in atletica. Ha cominciato coi Giochi della Gioventù. Si allenava sullo spiazzo dietro al cimitero a Frattamaggiore [...] Disegnava col gesso il cerchio della pedana. Il suo primo allenatore è stato Giuseppe Del Prete. Nel 2000 s’è trasferita ad Ascoli Piceno per essere seguita da Nicola Silvaggi, attuale d.t. azzurro. ”Il suo nuovo incarico mi ha costretta a trovare una nuova soluzione. Così ora mi segue Tubini a Verona. Faccio la pendolare da Ascoli. Ho trovato l’ambiente giusto: per me è importante la gente con cui lavoro. Voglio allegria. Lo sport dev’essere vissuto col sorriso. Si fa una preparazione dura, quasi sei-sette ore al giorno, ma deve anche esserci il tempo per il cazzeggio...”. [...] La lotta al doping l’ha aiutata molto, perché sono sparite tante catapulte fasulle e lei va giustamente fiera delle sue scelte. anche un po’ milanese, perché è tesserata per la Camelot. [...]» (Gianni Merlo, ”La Gazzetta dello Sport” 5/3/2007).