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 2007  marzo 05 Lunedì calendario

Notizie tratte da. Silvia Ferri, Meteorologia pratica per il diporto nautico. Radioservizi meteo. In Italia le più importanti fonti di informazione in navigazione sono: ”Avvisi di Burrasca” (annunciata dal termine Securité, avvisa sull’arrivo di venti forza 7, 8, 9 della scala Beaufort e ha la precedenza assoluta su tutti gli altri messaggi di natura meteorologica), ”Meteomar” (bollettino aggiornato e diffuso ogni sei ore, è introdotto dalla formula Chiamata generale), ”Bollettino del Mare” (versione sintetica di ”Meteomar”)

Notizie tratte da. Silvia Ferri, Meteorologia pratica per il diporto nautico. Radioservizi meteo. In Italia le più importanti fonti di informazione in navigazione sono: ”Avvisi di Burrasca” (annunciata dal termine Securité, avvisa sull’arrivo di venti forza 7, 8, 9 della scala Beaufort e ha la precedenza assoluta su tutti gli altri messaggi di natura meteorologica), ”Meteomar” (bollettino aggiornato e diffuso ogni sei ore, è introdotto dalla formula Chiamata generale), ”Bollettino del Mare” (versione sintetica di ”Meteomar”). I programmi sono curati dal Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia dell’Aeronautica (CNMCA) e sono accessibili, i primi due, con apparecchio VHF, il terzo con semplice apparecchio radio in grado di ricevere trasmissioni in AM o FM. Le informazioni riguardano zone molto ampie e difficilmente permettono di conoscere in dettaglio le condizioni reali dell’area interessata. Ore sinottiche. Sono i momenti di rilevazione di dati sulle condizioni esistenti in superficie e in quota in tutto il mondo, svolti da satelliti in orbita e stazioni meteorologiche. Riferite all’ora di Greenwich, sono indicate con la sigla UTC (Tempo universale coordinato), il che comporta per l’Italia una differenza di una o due ore a seconda che da noi sia o no in vigore l’orario estivo (l’UTC non subisce modifiche con le stagioni). Validità. Le previsioni dei bollettini hanno una validità di dodici ore a partire dall’orario di emanazione. Per le dodici ore successive si parla di tendenza. Per ciascun tratto di mare sono indicati direzione e intensità del vento, copertura nuvolosa, stato del mare, visibilità atmosferica. Mare. Lo stato del mare è indicato da una misura lineare espressa in metri, corrispondente alla distanza media tra cavo e cresta delle onde più alte. Non trattandosi di una forza, quindi, non si deve dire, per esempio, ”mare forza tre”, ma ”mare tre”. Per la valutazione è usata la scala Douglas, che distingue tra ”mare vivo” (si forma sotto l’effetto del vento presente), e ”mare morto” o ”lungo” (è l’onda residua causata dal passaggio di una perturbazione, oppure da una perturbazione attuale, ma creata da un vento che non è ancora arrivato nel luogo di osservazione). Nuvolosità. La copertura nuvolosa è espressa in ottavi. Va da cielo sereno (zero ottavi) a cielo coperto (otto ottavi). Il ”cielo è invisibile”, quando è impossibile valutare la nuvolosità a causa, per esempio, di nebbia. Troposfera. la porzione di atmosfera dove si formano le nubi e gli eventi meteo significativi. Dal greco ”sfera dei cambiamenti”, varia da uno spessore di sei chilometri ai Poli, ai diciotto dell’Equatore. Afa. Tra i fattori che condizionano la temperatura, la copertura nuvolosa: le nuvole riassorbono e riflettono verso la terra il calore prima assorbito e poi rilasciato dalla superficie terrestre. Per questo il raffreddamento è più intenso e rapido quando il cielo è sereno, più lento in presenza di copertura nuvolosa. Escursione termica. Indica la normale variazione della temperatura durante le ventiquattro ore. La temperatura massima si registra intorno alle ore quattordici (quando la quantità di calore ricevuta dal suolo corrisponde alla quantità persa per irraggiamento), la minima al sorgere del Sole. Pressione. L’aria calda pesa meno dell’aria fredda, determinando una pressione atmosferica minore. A parità di temperatura, l’aria secca pesa più di quella umida e ha una pressione maggiore. Brezze. Fenomeno di vento termico, per cui, in assenza di perturbazioni, dalla tarda mattinata fino a sera l’aria si muove dal largo verso la riva (brezza di mare), dalle prime ore della notte fino al mattino dalla costa verso il mare (brezza di terra). Dipendono dalla circostanza che l’acqua si scalda e si raffredda più lentamente del suolo, e quindi dalla differenza di temperatura dell’aria sull’acqua e sulla costa nelle varie ore del giorno. Nella tarda mattinata l’aria sopra il suolo è più calda di quella sopra il mare, ed essendo perciò più leggera tende a salire, creando un vuoto, che tende a colmarsi con l’aria, più fresca e più pesante che sta sopra il mare (di notte avviene il fenomeno contrario). L’intensità delle brezze dipende molto dalla natura del suolo: le coste coperte di vegetazione si riscaldano e si raffreddano meno e più lentamente di quelle rocciose o desertiche. In situazioni in cui il vento al largo è troppo debole per navigare a vela, conviene sfruttare le brezze e tenersi sottocosta anche a costo di allungare il percorso. Venti. Le denominazioni dei venti sul Mediterraneo furono assegnate al tempo delle Repubbliche marinare prendendo come punto di riferimento Malta, idealmente al centro del Mare Nostrum, in funzione della loro provenienza. Vento di Sud Est: ”scirocco” (dalla Siria); vento di Sud Ovest: ”libeccio” (dalla Libia); vento di Nord Est: ”grecale” (dalla Grecia); vento di Nord Ovest: ”maestrale” (da Roma Magistra).