Notizie tratte da: Cinzia Felicetti, Assolutamente glam, Sperling & Kupfer Editori, 2005, 211 pagine, 14 euro., 5 marzo 2007
Notizie tratte da: Cinzia Felicetti, Assolutamente glam. Tubino nero. Definito la ”Ford della moda”, per la sua linea slanciata e elegante, fu disegnato nel 1926 da Coco Chanel, ispirata dall’uniforme dell’orfanotrofio dove era entrata a dodici anni
Notizie tratte da: Cinzia Felicetti, Assolutamente glam. Tubino nero. Definito la ”Ford della moda”, per la sua linea slanciata e elegante, fu disegnato nel 1926 da Coco Chanel, ispirata dall’uniforme dell’orfanotrofio dove era entrata a dodici anni. Imitato e riprodotto in versioni meno care, Coco ne traeva motivo di vanto: "Se non fosse per le mie assistenti non ufficiali, mesdames les copistes, dove andrebbero tutte le signore che vogliono i miei modelli e che io non posso accontentare?". Tubino nero/2. "Dieci donne su dieci ne hanno uno, ma dieci donne su dieci ne vogliono un altro" (’Vogue”, 1944). Con un’avvertenza: "Una donna davvero chic non indossa mai il nero prima di mezzogiorno" (Geneviève Antoine Dariaux, 1964). Personaggi. "L’abito nero è perfetto quando vuoi che un personaggio sembri sincero" (Nolan Miller, costumista di Dynasty). Naomi. Testimonial nel 1995 per la campagna pubblicitaria americana a favore del consumo di latte, Naomi Campbell dichiarava di prediligere quello scremato: " esattamente quello di cui ha bisogno il mio corpo… Oltre a un armadio pieno di tubini neri ultracorti e superaderenti". Mantello. Il tubino nero di Barbie, a scollo totale, in seta, indossato con mantello coordinato in tulle. Tacchi. "Quando le donne mi fanno delle domande sui tacchi, rispondo: provateli. E, se non ne cogliete la magia, rimanete con le Reebok" (Manolo Blahnik, in ”Style”, marzo 1998). Durevoli. "Sono fantastiche: durano più del sesso" (Veronica Louise Ciccone, in arte Madonna, a proposito delle scarpe di Manolo Blahnik). Stiletto. Inventato dai calzolai italiani negli anni Cinquanta, fu subito abbinato alla calza con la riga, d’estate simulata con tratto di matita per sopracciglia sul retro delle gambe. Trench. Inventato da Thomas Burberry nel 1856 per assicurare protezione efficace contro la pioggia, il primo modello, il Gents Walking, era una cappa ampia dalle spalle raglan. Il tessuto fu perfezionato nel 1888, con il brevetto denominato ”gabardine”, filato impermeabilizzato prima e dopo la tessitura, effettuata in diagonale per far scivolare le gocce, perfettamente traspirante. La versione doppiopetto e pluriaccessoriata, ”trench coat”, fu adottata dall’esercito britannico nella Grande Guerra, che ne commissionò 500 mila. Quello classico è beige: "Il colore più neutro, il meno comunicativo… di per sé la nuance biscotto non è né allegra né triste, attiva o passiva" (Alison Lurie, The Language of Clothes). Bianco. Più esposto allo sporco, nell’abbigliamento segnala l’appartenenza a una classe privilegiata, con possibilità di investire in personale addetto alla manutenzione del guardaroba. Bianca è la divisa tipica dei giocatori di tennis e golf, sport elitari per eccellenza. Noncuranza. "Una donna con la camicia bianca è una persona impegnata e ispirata. L’abbigliamento è l’ultima delle sue preoccupazioni. Penso a Kate Hepburn come a una donna con la camicia bianca. Ad Audrey Hepburn… a Jackie O. Certamente non a Marilyn Monroe" (lo stilista americano Isaac Mizrahi, intervistato su ”Harper’s Bazaar”, giugno 1998). Jeans. I primi a indossarli furono i marinai di Genova, all’epoca delle Repubbliche marinare, in stoffa proveniente da Nizza (’de Nîmes”, da cui ”denim”). I primi jeans brevettati, destinati ai minatori della California del nord, risalgono al 1873, con la Febbre dell’Oro in corso, quando Leob (poi Levi) Strauss, proprietario di un’azienda tessile a San Francisco, e il sarto Jacob Davis acquistano per 68 dollari l’esclusiva ventennale dell’applicazione di rivetti metallici sulle parti dei pantaloni più soggette a usura, come le tasche. Nel 1890 Levi’s inizia ad assegnare un numero ai suoi modelli: in tela blu scuro, i 501 sono dotati di bottoni per sostenere le bretelle, taschino anteriore profondo per l’orologio e fibbia posteriore per stringere a piacere il punto vita. Anche il primo jeans da donna, uscito nel 1935, è marchiato Levi’s. On the road. Con l’uscita di On the road, di Jack Kerouac, 1957, le vendite di jeans Levi’s raggiungono il record di cento milioni di paia all’anno, per un fenomeno di imitazione del protagonista Dean, rappresentato in Levi’s aderenti e slavati e t-shirt (mentre le ragazze appaiono in Levi’s e maglietta rosa). Sexy. "Trovo incredibilmente sexy che una donna indossi la t-shirt e l’underwear del fidanzato" (Calvin Klein). Rossetto. Usato dal novantadue per cento delle donne, è l’articolo più rubato nelle profumerie. Secondo il magazine ”Glamour”, con un uso regolare, se ne consumano quattro chili in una vita. Secondo gli esperti del marchio Aveda, involontariamente se ne mangia una quantità pari a una confezione in un anno. Sweater. ”Maglione”, da to sweat, ”sudare”. Nato alla fine dell’Ottocento, inizialmente è indossato dagli atleti, in lana, nella convinzione dell’effetto benefico del sudore.