Marco Belpoliti, La Stampa 5/3/2007, 5 marzo 2007
L’Italia possiede una cartellonistica stradale labirintica. Raggiungere una località sconosciuta, uscire da una città, entrarvi, percorrerla, trovare un quartiere, una strada, un vicolo, viaggiando in automobile, è sovente una prova degna di Teseo
L’Italia possiede una cartellonistica stradale labirintica. Raggiungere una località sconosciuta, uscire da una città, entrarvi, percorrerla, trovare un quartiere, una strada, un vicolo, viaggiando in automobile, è sovente una prova degna di Teseo. I cartelli sono disposti poco prima delle svolte, ad altezze differenti, di dimensioni sempre diverse; sovente contengono informazioni non del tutto esatte: la medesima città è indicata in due cartelli successivi con distanze chilometriche divergenti. Per fortuna da qualche tempo esistono i navigatori satellitari. S’imposta sul visore l’indirizzo, e il magico schermo sul cruscotto ci guida verso la meta. Così la paura di perdersi - una delle paure più ataviche, una delle più diffuse tra gli italiani che vivono lo spazio sconosciuto in modo ansioso - è scongiurata. Durante le ultime feste natalizie i navigatori per automobili sono stati gli oggetti più regalati, più dei telefoni cellulari. La voce maschile e la voce femminile Lo schermo evidenzia il percorso da seguire, ma più spesso è una voce a suggerire la strada. Esistono due versioni: voce maschile e voce femminile. Sembra che i guidatori maschi preferiscano la versione del proprio sesso - un uomo che si fa guidare da una voce femminile? Mai! - e così le guidatrici donne prediligono la versione femminile. Il navigatore si fonda su una complessa operazione tecnologica: 24 satelliti, una mappa sempre aggiornata, un elaboratore della rotta. Le automobili come piccole navi. Oggi la Navman, una delle marche più conosciute, propone uno strumento fondato sulle immagini e non più sulle parole e i numeri. Detto altrimenti: invece di impostare la meta attraverso un indirizzo, si usa un’immagine. Basta inserire la foto Ad esempio, il Colosseo. Come dice la pubblicità di Nav Pix TM, quasi nessuno conosce l’indirizzo del monumento romano; basta inserire la foto - la propria foto, magari scattata proprio con il navigatore che funge da macchina fotografica, oppure una foto scaricata da Internet - per ottenere il percorso più appropriato. L’immagine è facile, diretta e intuitiva. Naturalmente un apposito sito permette di accrescere, scaricare, scambiare le immagini di luoghi da visitare: il desiderio del viaggio tradotto in percorso virtuale. Meglio: il mondo tradotto in cartolina. Ogni immagine è infatti un desiderio esaudito o da esaudire. Mentre nel passato le mappe erano viaggi ipotetici, oggi sono viaggi certi, per quanto realizzati non guardando la strada, ma seguendo la guida vocale. Le immagini divorano parole, le lettere e i numeri, e tutto il mondo rientra in un riquadro di 4,3 pollici.