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 2007  marzo 05 Lunedì calendario

Catherine Blackledge, Storia di V, biografia del sesso femminile. MHC. I geni MHC (che formano il cosiddetto complesso maggiore di istocompatibilità), hanno la funzione di codificare le proteine del sistema immunitario, e più diversificati sono, più è efficiente il sistema immunitario

Catherine Blackledge, Storia di V, biografia del sesso femminile. MHC. I geni MHC (che formano il cosiddetto complesso maggiore di istocompatibilità), hanno la funzione di codificare le proteine del sistema immunitario, e più diversificati sono, più è efficiente il sistema immunitario. Ecco perché l’accoppiamento con individui geneticamente dissimili aumenta la probabilità di generare una prole sana. Nelle coppie con alta proporzione di MHC in comune nascono spesso neonati sottopeso e sono più frequenti gli aborti spontanei, perché gli organi riproduttivi femminili riconoscono il corredo genetico dell’embrione e rifiutano di portare avanti la gravidanza (lo stesso principio regolerebbe il rigetto degli organi trapiantati). Fiuto. Esperimenti ripetuti hanno verificato la capacità della donna di riconoscere con l’olfatto l’uomo con MHC complementare: annusando la maglietta indossata per due notti di fila da un gruppo di uomini, le donne preferiscono quelle degli individui geneticamente diversi. Questa sensibilità è ridotta nelle donne che fanno uso di contraccettivi ormonali, mentre pare che l’uso di profumi, anziché mascherare il proprio odore, lo esalti, perché ciascuno è portato a scegliere aromi corrispondenti al proprio corredo MHC. A naso. Ich kann ihn nicht riechen, ”non lo posso annusare”, modo di dire tedesco, per far capire che una persona non piace. Ghiandole. Tra i primati gli uomini sono la specie dotata del maggior numero di ghiandole che emanano odore. Sia quelle sebacee (concentrate con maggiore densità nella pelle dei genitali, secernono sebo, sostanza densa, oleosa, non pigmentata), sia quelle apocrine (presenti in maggior numero nelle donne, producono una sostanza viscida e oleosa di colori diversi), entrano in funzione con la pubertà. Medicina naso-sessuale. Studia la relazione fisiologica tra l’organo olfattivo e quello riproduttivo. Nacque alla fine del XIX secolo, dall’osservazione della periodicità di alcuni eventi nasali, corrispondente al ciclo mestruale. In particolare Wilhelm Fliess (stretto collaboratore di Sigmund Freud), notò rigonfiamento e arrossamento della mucosa nasale femminile, con tendenza a sanguinare, con una periodicità di 29,5 giorni. Alla fine degli anni Trenta il fenomeno fu spiegato riscontrando che gli estrogeni influiscono sia sui genitali femminili che sul naso. Disfunzioni. Dalle connessioni ormonali tra naso e organi genitali discendono anche situazioni patologiche: il sottosviluppo cronico delle membrane nasali (rinite atrofica) è legato a mestruazioni irregolari o assenti (amenorrea), mentre all’assenza di olfatto (anosmia) corrispondono gonadi non sviluppate (nelle donne ovaie con follicoli immaturi, negli uomini testicoli piccoli improduttivi di spermatozoi). Vasodilatazione. Fu il chirurgo americano John N. Mackenzie, nel 1884, a scoprire che le mucose respiratorie e olfattive che ricoprono i padiglioni interni del naso, sono costituite da un tessuto erettile analogo a quello dei corpi cavernosi del clitoride e del pene. L’irrorazione dei vasi sanguigni di questa parte di tessuto nasale aumenta, come per gli organi genitali, in risposta a uno stimolo sessuale. Fenomeno particolarmente noto ai professionisti dell’olfatto (assaggiatori di vino, analisti di profumi o di miscele di tè), che chiamano ”rinite da luna di miele”, l’ipersensibilità olfattiva successiva all’attività sessuale. Muschio. Da sempre percepito come senso erotico, l’olfatto è stato sollecitato in tutte le latitudini e in tutte le epoche con aromi afrodisiaci. Tra i più efficaci il muschio: "Con l’aiuto del muschio la donna si abbandona a piaceri proibiti. Ha l’abitudine di annusarlo di nascosto. Si droga con esso fino a che non è colta da convulsioni orgiastiche" (Emile Zola). Eau de femme. Per attirare clienti le cortigiane del Medioevo, anziché usare profumi, si cospargevano dietro le orecchie e sul collo delle loro stesse secrezioni vaginali. Il testo classico indiano Ananga Ranga classifica le donne in quattro tipi, a seconda del profumo emanato dai loro succhi vaginali, cha varia dal loto, al giglio, al miele, all’acqua di mare (’donna conchiglia”). Adulterio. Studi di antropologia del primo Novecento rivelano che in molte società tribali le donne adultere erano punite con l’amputazione del naso. In particolare a Samoa l’uomo tradito era legittimato a staccare a morsi il naso della moglie fedifraga, mentre in India l’applicazione della pena era così frequente che i medici svilupparono tecniche d’avanguardia per usare brandelli di pelle della fronte e ricostruire il naso. Loto. Nella letteratura antica l’organo genitale femminile è paragonato spesso al loto e molte raffigurazioni dell’antico Egitto rappresentano uomini e donne intente a odorare questo fiore. Di recente è stato scoperto che in effetti il loto ha proprietà farmacologiche simili a quelle del Viagra: in entrambi è presente un principio attivo che aumenta il flusso sanguigno negli organi genitali.