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 2007  marzo 05 Lunedì calendario

Notizie tratte da: Silvia Ronchey, L’enigma di Piero, Rizzoli, 2006. Mistica. "La Flagellazione è l’espressione più compiuta della mistica rinascimentale della misura" (Kenneth Clark, uno dei direttori della National Gallery del Novecento)

Notizie tratte da: Silvia Ronchey, L’enigma di Piero, Rizzoli, 2006. Mistica. "La Flagellazione è l’espressione più compiuta della mistica rinascimentale della misura" (Kenneth Clark, uno dei direttori della National Gallery del Novecento). Costantinopoli. Costantinopoli fu presa dai turchi il 29 maggio 1453, dopo un giorno di battaglia. Centinaia di cittadini si rifugiarono sotto l’immensa cupola di Santa Sofia, la cattedrale della Divina Sapienza costruita novecento anni prima da Giustiniano. Gli invasori non risparmiarono nessuno alle loro violenze, trascinando le donne nei loro harem e uccidendo i ragazzi dopo averli sodomizzati. Li guidava un ragazzo di vent’anni, in sella a un cavallo bianco, Mehmet II il Conquistatore, lettore di classici persiani, greci e latini, che partecipò ai massacri invocando Allah, ma protesse la cattedrale, bloccando il braccio di un suo soldato che stava per smantellare il pavimento di marmo con l’ascia. In battaglia morì anche l’ultimo imperatore di Bisanzio, Costantino XI, ma molti non riuscivano a crederci: erano convinti che fosse diventato di marmo ma che si animasse di notte per combattere gli infedeli dai sotterranei della città. Giudizi. "Ma a Dio di tutto questo non importava un bel nulla. Per quali suoi giudizi, non so: dicono che gli uomini non possano conoscerli. E allora, che ciascuno Gli dica contro quel che vuole" (il Gran Logoteta Giorgio Sfrantze, che a Costantinopoli perse moglie e figli, venduti al sovrintendente dei cavalli del sultano, tranne il figlio Giovanni, di quattordici anni, prima sodomizzato e poi ucciso personalmente da Mehmet II). Lutto. Tommaso Paleologo, ultimo sovrano dell’ultima corte bizantina (il despotato di Morea), dopo la presa di Costantinopoli aveva combattuto per difendere le roccaforti rimaste, ma nel 1460 salpò a bordo di una galera veneziana per cercare rifugio in Italia con la moglie e i tre figli. Il viaggio era stato organizzato da Bessarione, dignitario dei Paleologhi, che aveva preceduto il suo sovrano a Roma, e aveva scalato velocemente la curia ottenendo la carica di cardinale orientale (per distinguersi dagli altri porporati, non rinunciò mai alla veste nera di monaco basiliano, in segno di lutto per la presa di Costantinopoli). Flagellazione. Primo direttore della National Gallery, Sir Charles Lock Eastlake, noto anche come pittore, scese in Italia in cerca di opere da esporre nel suo museo. Ebbe tra le mani anche la Flagellazione di Piero della Francesca, nella sacrestia del duomo di Urbino, e pur apprezzandolo non lo acquistò perché era disturbato da alcuni particolari: caviglie grosse e narici larghe, che conferivano al dipinto "qualcosa di africano". Mediatori. Non si sa chi commissionò la Flagellazione, di sicuro a un certo punto la ebbe in dono Bessarione, lo stesso rappresentato dalla prima figura del proscenio del quadro, che fa da tramite tra la parte sinistra e destra, simboleggiando la mediazione tra occidente e oriente. Il quadro, una tavola di pioppo piccola e leggera (58,4 x 81,5 centimetri) sembra fatta apposta per essere trasportata in viaggio, una specie di manifesto politico da esibire ai potenti, magari quelli convenuti alla conferenza di Mantova del 1459, di cui Bessarione fu il coordinatore diplomatico. Il quadro potrebbe essere proprio la celebrazione di questo evento, ipotesi confermata dalla didascalia "Convenerunt in unum" che compariva sul quadro prima del restauro del 1867 e che forse indicava parole pronunciate dal Bessarione, raffigurato con le labbra socchiuse. Mantova. Nel 1459 a Mantova si doveva decidere se organizzare una crociata contro l’Islam. Bessarione sosteneva la causa della liberazione della Morea e auspicava l’incoronazione di Tommaso Paleologo come imperatore di Bisanzio. Sarebbe lui il personaggio raffigurato accanto a Bessarione, vestito di porpora, il colore imperiale, ma senza calzari (Tommaso Paleologo morì nella primavera del 1465). Calzari. Lo sfondo del retroscena della Flagellazione, potrebbe rappresentare la presa di Costantinopoli, col corpo di Cristo che simboleggia la chiesa d’oriente. Il flagellatore ritratto di spalle, è vestito alla maniera turca, ma a piedi scalzi. In effetti Mehmet II si era tanto affannato a trovare il cadavere di Costantino XI, per impadronirsi dei suoi calzari purpurei cifrati dall’aquila bicipite, emblema del potere imperiale, e legittimare così la propria sovranità.