Notizie tratte da: Giancarlo Dotto, Sandro Piccinini, Il mucchio selvaggio, Mondadori, 2006, 323 pagine, 16 euro., 5 marzo 2007
Notizie tratte da: Giancarlo Dotto, Sandro Piccinini, Il mucchio selvaggio. Aiazzone. Quando morì Giorgio Aiazzone, titolare dell’omonimo mobilificio di Biella, il 7 luglio 1986, in un incidente aereo, la camera ardente fu allestita nel mobilificio, da dove andò in onda, su Rete A, lo speciale Ricordando un amico, condotto dal testimonial Guido Angeli (voce dello slogan "Provare per credere"), che tenne un’orazione funebre di ottanta minuti, senza interruzione pubblicitaria, inquadratura su una sedia vuota e il volto di Aiazzone in sovrimpressione (per la prima volta in video)
Notizie tratte da: Giancarlo Dotto, Sandro Piccinini, Il mucchio selvaggio. Aiazzone. Quando morì Giorgio Aiazzone, titolare dell’omonimo mobilificio di Biella, il 7 luglio 1986, in un incidente aereo, la camera ardente fu allestita nel mobilificio, da dove andò in onda, su Rete A, lo speciale Ricordando un amico, condotto dal testimonial Guido Angeli (voce dello slogan "Provare per credere"), che tenne un’orazione funebre di ottanta minuti, senza interruzione pubblicitaria, inquadratura su una sedia vuota e il volto di Aiazzone in sovrimpressione (per la prima volta in video). Marchi. "Ciò che colpisce in questo spettacolo di recitazione pura, per così dire selvaggia, è che non avviene niente, ma siamo comunque catturati, come fosse un monologo di Dario Fo o Carmelo Bene" (Vittorio Sgarbi, recensendo le televendite di Wanna Marchi). Antenna 3. Fondata nel 1977 da Renzo Villa e Lucio Flauto, a Castellanza, vicino a Legnano, aveva il centro di produzione più grande d’Italia, perfino della Rai. Tra le trasmissioni di maggior successo, Telebigino (conduttore Roberto Vecchioni, aiutava in diretta per telefono gli studenti che facevano i compiti a casa), e Contropelo (in cui Enzo Tortora intervistava un ospite durante una seduta dal barbiere). Chiambretti. Piero Chiambretti esordì a vent’anni in televisione, nel 1976, su GRP (Giornale Radio Piemonte), con Non siamo gazzose, trasmissione in cui insultava, ricambiato, il pubblico, finché non insultò anche il proprietario della televisione, l’unica volta che si era sintonizzato, e fu licenziato. Siccome in quel periodo su Telemanila andavano in onda solo televendite, tranne un cartone animato, dalle 12 alle 12,20, Chiambretti pensò di chiedere quei venti minuti di palinsesto, gratis. "Fu la trasmissione svolta della mia storia professionale": in ogni puntata fingeva di andare in onda da una capitale diversa (in realtà era sempre Torino), e di intervistare emigranti italiani fermati per strada (tutti meridionali a cui rivolgeva la domanda generica "Emigrante?"). Palombari. Vittorio Ballini, di professione palombaro, che aveva investito i risparmi in film in bianco e nero presi in blocco ai tribunali fallimentari per rivenderli ai paesi arabi e a quelli dell’est, ma si fece i soldi con la nascita delle televisioni locali, che ancora non sapevano come riempire il palinsesto (fu pure ingaggiato da Berlusconi, che lo spedì in America a fare incetta di tutto, serial televisivi inclusi). Si era comprato un attico in Piazza di Spagna, ma ci rimase così male per aver subito un tentativo di sequestro, che pensò di trasferirsi in California, dove continuò a fare fortuna comprando supermercati e organizzando eventi. Finché non tornò in Italia e rilevò il Kursaal, stabilimento balneare di Ostia, che gestì fino alla morte. Mutande. Negli studi di TeleRadio R, emittente televisiva di Foggia, fondata alla fine degli anni Settanta, faceva così caldo d’estate, che lo speaker che leggeva il telegiornale delle due del pomeriggio, ottenne di andare in onda in mutande, salve giacca e cravatta e inquadratura a mezzo busto. Ma un giorno l’operatore ebbe un colpo di sonno e abbandonò la telecamera, che si inclinò verso il basso per dieci minuti, finché non arrivarono le prime segnalazioni degli spettatori. Sport. Quando i giornalisti delle televisioni locali non erano ancora ammessi nelle tribune stampa degli stadi, si dovevano arrangiare. Come Enzo Scala, di Teleregione, che per la telecronaca di una partita di calcio una volta si appostò sul balcone di un appartamento all’ottavo piano, ma siccome la padrona di casa accudiva la nonna inferma che si era addormentata proprio all’inizio della partita, gli toccò mormorare per tutti i novanta minuti per non svegliarla. Un’altra volta si era fatto tutta la telecronaca da un telefono a gettoni del bar dello stadio, mentre un assistente guardava il campo e gli passava i biglietti preparati prima della partita, con su scritte le varie azioni, a cui aggiungeva solo il nome dei calciatori. Scoop. Renato Vallanzasca, il 15 febbraio 1977, arrestato e tradotto nella caserma dei carabinieri del Trionfale a Roma, era sotto stretta sorveglianza, quando all’improvviso cadde la griglia del condotto dell’areazione e spuntarono due giornalisti dell’emittente locale romana Gbr, sporchi di fuliggine, che gli puntarono i microfoni in faccia e lo investirono di domande, ma finì che il bandito scoppiò a ridere e i carabinieri li neutralizzarono puntando le mitragliette contro di loro. Premure. Leonardo Toma, faceva l’addetto alla messa in onda a Tvr Voxson, cioè cambiava manualmente le videocassette per garantire la continuità dei programmi quando il processo non era ancora computerizzato. Ma una sera non era arrivato il tecnico che doveva sostituirlo, il centralino si era rotto e, senza cellulare, non poteva avvisare la moglie, quando ebbe l’idea di far scorrere sulle immagini del film in onda un serpentone: "Amore, arrivo verso le 24, non ti preoccupare - Leonardo".