Varie, 4 marzo 2007
MOMO
MOMO (Simona Cipollone) L’Aquila 2 luglio 1972. Cantante o «Sembrava uno scherzo. Una di quelle cose da circo dei freak di Chiambretti. Un personaggio androgino che presenta una filastrocca a metà strada fra mantra e nonsense con un’improbabile coreografia. ”Sono una cantautrice. Lo so che alla prima impressione sembro strana. Capita sempre così, poi la gente capisce”, rivendica lei [...] Fondanela, esclusa dalle selezioni del Festival e ripescata dallo staff di Chiambretti per il Dopofestival, rischia di diventare un tormentone dopo che Chiambretti ha deciso di portarla anche a Markette [...] ” una canzone che crea curiosità, ma mi auguro che la gente senta anche le mie altre cose” dice lei, convinta. ”Il soprannome - continua - viene da un sogno. Mi è apparso Totò e mi ha detto: da questo momento ti chiamerai così” [...] è nata a L’Aquila ma ha vissuto a Lanciano fino a 10 anni fa. Adesso la sua città è Roma. Qui ha iniziato a frequentare il giro dei locali alternativi dove si incontrano gli artisti della nuova generazione. Conosce da anni Simone Cristicchi con il quale ha cofirmato Che bella gente, presentata nel 2006 a Sanremo. Tanta gavetta: ”Per mantenermi mi sono appoggiata ai miei genitori. E poi ho fatto lavoretti saltuari. [...]facevo la baby sitter. [...]”. Ma come nasce ”Fondanela”? ”Io e la mia amica Alessandra Celletti eravamo incriccate e siamo andate a un corso di Chi Kung, arte che serve per allungare le vertebre e alleviare i dolori. Quando il maestro ha iniziato a dire di aprire la fontanella per far fluire l’energia siamo morte dal ridere. Tornate a casa abbiamo scritto la canzone buttandola un po’ in caciara”. La storpiatura del titolo è legata alla pronuncia cinese del maestro. ”Adesso non mi faranno più entrare nella scuola”, conclude con un sorriso. [...] ”[...] mi sento il giocoliere della musica, qualcuno che fa spettacolo e dona qualcosa al pubblico. Una, come dice il testo, che fa finta di piangere, ma vuole fare ridere [...] Amo le belle canzoni come Almeno tu nell’universo di Mia Martini, Quello che le donne non dicono della Mannoia, Sally di Vasco e Il carrozzone di Renato Zero. Musica italiana in genere” [...] Sembra quasi un personaggio felliniano. ” vero. Mi sento come uno dei suoi personaggi, la Gelsomina di La strada che è il mio film preferito di sempre. il primo che ho visto e piango ogni volta che lo rifanno”» (’Corriere della Sera” 4/3/2007).