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 2007  marzo 04 Domenica calendario

MARCO SODANO



TORINO

Mamma mi son fatto l’aereo: questo si chiama essere arrivati. Dicono che, in Italia, Danilo Coppola possiede uno dei jet privati più belli. Parcheggiato in un hangar dell’aeroporto di Roma Ciampino, perquisito nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza, è un Falcon 50 ultimo modello attrezzato a ufficio volante: pelle chiara, radica, tinte tra il crema e l’azzurrino. Mezzo di gran prestigio, anche se non più in produzione. Un 50Ex con tremila atterraggi e 4800 ore di volo sfiora i 16 milioni di dollari, si scopre consultando il sito internet del produttore, la francese Dassault. L’orgoglio di Coppola: l’uomo ama farsi ritrarre accanto ai simboli della sua ricchezza, e infatti ha rilasciato una galleria fotografica che lo mostra sprofondato nelle poltrone crema del suo aereo con il giornale in mano, in piedi accanto alla scaletta, o piantato a braccia conserte davanti al naso del Falcon.
Per planare nei salotti buoni voleva un Falcon pure Stefano Ricucci. Forse anche per battere l’amico Coppola, all’apice delle sue fortune Ricucci aveva ordinato un Falcon 900 - prezzo base, 20 milioni di dollari, senza contare gli allestimenti e le personalizzazioni - del quale si dissero meraviglie. Non ha fatto in tempo a ritirare il non plus ultra dello status symbol: l’aereo usato da Massimo Moratti, dalla Fiat e dalla Presidenza del Consiglio, da Marco Tronchetti Provera. Un passaporto per il Gotha della finanza, in un paese che, non per caso, a fine Anni 80 vantava la seconda flotta di jet privati del mondo dopo quella Usa. Poi ci si è messo di mezzo il fisco: Massimo Moratti si accorse - correva il 1994 - che il jet gli costava 600 milioni (di lire) l’anno. Se ne accorsero anche i suoi colleghi Paperoni: ed ecco in scena le compagnie di aerotaxi, che gestiscono gli aerei dei vip sottraendoli alla costosa etichetta di privati. C’è chi li fa volare anche per conto terzi - a 2000 euro l’ora, tanto per ammortizzare - chi preferisce evitare. L’Eurofly Service di Torino, nata come compagnia privata della Olivetti, ha poi ereditato la flotta Fiat e Pirelli, gli aerei di Leonardo Del Vecchio (una volta fece provare il suo Gulfstream a Giovanni Agnelli), il re del cemento Giampiero Pesenti, il patron della Replay Carlo Buzziol (Learjet 55, apparecchio da una decina di milioni).
A Milano fa base la Alba Servizi, compagnia di Fininvest. Silvio Berlusconi è affezionato cliente dei Gulfstream: dal III al IV, gioiellino da 30 milioni di dollari. E poi il V, che ne costa una quarantina: «ci vado ovunque - raccontò il Cavaliere - also from Italy to Los Angeles, anche dall’Italia a Los Angeles)». Alba lavora anche per il presidente del gruppo Prada Patrizio Bertelli (Learjet 60). Poco distante gli hangar della Sirio, con l’aereo di Massimo Moratti, personalizzato in nerazzurro e dotato di posateria in argento (il già citato Falcon, listino intorno ai 20 milioni) e Diego Della Valle, che possiede un Hawker Xt 800. Grande passione per gli aerei aveva anche l’ex patron di Parmalat Calisto Tanzi: aveva un Challenger 604 - roba da una ventina di milioni - con i mobili in legno di ciliegio. Prima del tracollo,ordinò un lussuosissimo Global Express che ne valeva una quarantina, spendendone altri cinque per far sistemare gli interni: camera da letto e doppi servizi. Dicono che il Falcon 900 (foto) usato da Massimo Moratti sia tutto decorato in tono con la squadra di famiglia: predominano il nero e l’azzurro. Mobili in radica e - naturalmente - posateria in argento.Silvio Berlusconi è cliente di vecchia data dei Gulfstream (foto, l’interno). «Li uso per andare dappertutto - raccontò - anche dall’Italia a Los Angeles». Un Gulfstream, allestimenti a parte, costa una trentina di milioni.Ha mancato l’obiettivo. Stefano Ricucci aveva ordinato un Falcon 900 superaccessoriato, un aereo da 20 milioni (prezzo base). Poi sono cominciate le disavventure giudiziarie: l’aereo privato per ora è rimasto un sogno.