Flavio Haver, Corriere della Sera 4/3/2007 Elsa Vinci, la Repubblica 4/3/2007, 4 marzo 2007
Corriere della Sera 4/3/2007. ROMA – «Voglio pagare il debito con l’Erario fino all’ultimo euro
Corriere della Sera 4/3/2007. ROMA – «Voglio pagare il debito con l’Erario fino all’ultimo euro. Venderò le azioni che non sono state sequestrate, troverò il modo...». Danilo Coppola è provato, ma risponde alle domande del gip Maurizio Caiavano. La detenzione a Regina Coeli lo sta mettendo a dura prova. E lui dà la sensazione di voler battere ogni strada possibile per tornare il prima possibile a casa. Così davanti al magistrato che gli chiede conto del crac da 140 milioni di euro, che vuole sapere tutto su quel vorticoso giro di «scatole vuote» attorno alle aziende che gli ha consentito di accumulare un’ingente fortuna l’immobiliarista cede: «I prestanome sono stati meri esecutori delle disposizioni da me impartite. E tutte le società le controllo effettivamente io», ammette Coppola. «Intende risarcire i debiti, sia verso il fisco sia per la società dichiarata fallita», confermano i difensori, Fabio Lattanzi e Pierpaolo Dell’Anno. I fondi potrebbero presto confluire su un conto corrente gestito dalla procura. Gli avvocati, per il momento, non hanno presentato istanza di scarcerazione. Forse in attesa del «faccia a faccia» con i pm. L’immobiliarista, comunque, ha «alleggerito» anche la posizione dei principali collaboratori, Francesco Bellocchi (ex cognato di Stefano Ricucci) e Alfonso Ciccaglione (entrambi in cella): ha sostenuto che era lui l’artefice delle operazioni finanziarie. Coppola (che soffrirebbe di claustrofobia e che è stato già visitato da tre medici) ha inoltre detto di aver utilizzato i prestanome per ottenere liquidità dalle banche: riteneva che gli istituti di credito gli avrebbero negato l’erogazione se fosse apparso in prima persona come titolare delle società perché era impegnato nella scalata alla Bnl con il cosiddetto contropatto. Il gip ieri ha interrogato anche gli altri arrestati. Paolo Colosimo, difensore Giancarlo Bolognese (altro collaboratore dell’immobiliarista), ha rivelato che il suo cliente è scoppiato a piangere davanti al magistrato. E ha sostenuto che, in generale, le condizioni psicologiche di tutti i detenuti per l’inchiesta sono precarie. Sentita pure la commercialista Daniela Candeloro: «Vedeva solo una fase delle operazioni», ha osservato l’avvocato, Giuseppe Marazzita. «Coppola era un cliente come gli altri e lei non conosceva i passaggi tra le società del Gruppo». (Flavio Haver) la Repubblica 4/3/2007 - ELSA VINCI ROMA - «Avevo bisogno di reperire finanziamenti perché impegnato col "contropatto" per la Bnl. Per le grandi banche ero solo un avversario, non mi avrebbero mai dato denaro. Ho dovuto per forza servirmi di società non direttamente riconducibili alla mia persona. Pagherò tutto. Pagherò i debiti con il fisco. Pagherò fino all´ultimo euro». Danilo Coppola si è assunto tutte le responsabilità davanti al gip di Roma che ieri a Regina Coeli ha svolto gli interrogatori di garanzia per il gruppo dei sette accusati a vario titolo di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, falso, appropriazione indebita e riciclaggio. L´immobiliarista romano ha ammesso che le società sotto inchiesta sono sue, che si è servito di prestanome. Ha scagionato le "teste di legno" e soprattutto i collaboratori finiti in carcere. «Erano solo esecutori». Ha difeso soprattutto Francesco Bellocchi, suo braccio destro ed ex cognato di Stefano Ricucci. «Non era a conoscenza di tutta la contabilità». Ha scagionato Alfonso Ciccaglione. «Non sapeva niente, ha lavorato con me solo dal 2005». Coppola ha confessato di aver costruito da solo quello che nell´ordinanza di custodia cautelare è stato definito «il sistema delle scatole vuote, cioè passaggi di quote infragruppo per realizzare plusvalenze e "bare fiscali"». Assistito dagli avvocati Fabio Lattanzi e Pierpaolo Dell´Anno, l´immobiliarista ha poi ammesso, documenti alla mano, il reato di bancarotta contestatogli dalla Procura in relazione al fallimento della società Micop. «Era mia». Ma ha anche espresso il desiderio di voler evitare il crac delle altre sei società, di cui è titolare di fatto, dicendosi pronto a sanare le pendenze con il fisco. Una soluzione potrebbe trovarsi nella vendita di buona parte del pacchetto azionario in suo possesso, in modo che il denaro ricavato potrà confluire in un conto corrente gestito dalla procura di Roma. Saranno poi i magistrati a provvedere per regolare i conti tra Coppola e l´erario. Come hanno confermato i suoi legali lasciando il carcere di Regina Coeli, l´imprenditore sta piuttosto male e si trova in condizioni psico-fisiche complesse: accusa di continuo crisi d´asma e soffre di claustrofobia, assume tranquillanti in dosi massicce, per più volte nell´arco della giornata riceve visite di medici e psicologi. Se mangia, vomita. Ma a differenza degli altri indagati non ha chiesto di lasciare il carcere. Davanti ai magistrati ha deciso di chinare la testa, la sua linea di difesa è «collaborare». L´auspicio degli avvocati è che il loro assistito venga almeno ricoverato in infermeria. Ma non è il solo tra i sette finiti in cella ad accusare crisi di panico. «Stanno tutti piuttosto male, piangono», dice l´avvocato Paolo Colosimo che ne difende tre. Uno dei suoi assistiti, Giancarlo Bolognese, è scoppiato in lacrime durante l´interrogatorio davanti al gip Maurizio Caivano e alla pm Lucia Lotti. La linea di difesa di Daniela Candeloro, commercialista, è che Coppola fosse «soltanto uno dei tanti clienti». Ha ammesso di aver curato l´amministrazione di alcune società, ma ha sottolineato di non aver mai conosciuto i movimenti e i passaggi di proprietà immobiliari del gruppo. Scagionato da Coppola, Francesco Bellocchi ha spiegato che il suo coinvolgimento riguarderebbe una unica operazione, fatta come rappresentante della società Finpaco Properties, per l´acquisto di azioni della società Ipi. Una operazione, a detta dell´indagato, assolutamente «trasparente e lecita». Tutti i difensori dei collaboratori di Coppola hanno presentato istanza di scarcerazione o di misure meno afflittive di Regina Coeli. Il gip si pronuncerà nei prossimi giorni. (Elsa Vinci)