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 2007  marzo 04 Domenica calendario

«...Coppola. un nome che giù, in quel gran quadrante che c’è tra Borgata Finocchio e la Romanina, ha lasciato un segno

«...Coppola. un nome che giù, in quel gran quadrante che c’è tra Borgata Finocchio e la Romanina, ha lasciato un segno. Tutte quelle case con le balaustre stondate a colonnine, le rifiniture in marmo, le facciate spesso rosa... Insomma, un modulo. «Danilo ha abbellito queste borgate. Le sue case si riconoscono, qualche costruttore le ha anche imitate. Perché? Perché sono case fatte con cura e creatività. Prima che Danilo cominciasse a costruirle, le borgate come Finocchio erano sicuramente meno gradevoli. questa la sua colpa?». Di chi è l’idea di quel modulo? Davvero di suo marito? «Danilo è un uomo pieno di idee. Si sarà consultato con architetti e progettisti. Certo... Ma poi è stato lui a tirar su materialmente le case...». Signora, lei è cresciuta a Pantano Borghese, una zona della Casilina che confina con Borgata Finocchio. Vi siete conosciuti lì? E da quanto tempo state insieme? «Da tanto tempo...». Da quanti anni? «Senta, non è il momento di parlare di queste cose...» (Silvia Necci, moglie di Danilo Coppola, a Paolo Brogi del Corriere della Sera: da quest’intervista si capisce finalmente che non ha niente a che vedere col Necci defunto già amministratore delle Ferrovie)