giornali, 4 marzo 2007
Oletta Barone di anni 47. Bolognese, impiegata alle poste, sposata da tredici anni con un Desmond Richard Blackmore di anni 44, originario di Londra, un lavoro alle pompe funebri di Ferrara, una passione sempre più devota verso la bottiglia
Oletta Barone di anni 47. Bolognese, impiegata alle poste, sposata da tredici anni con un Desmond Richard Blackmore di anni 44, originario di Londra, un lavoro alle pompe funebri di Ferrara, una passione sempre più devota verso la bottiglia. Giorni fa costui rincasò verso l’alba del tutto ubriaco, la moglie prese ad insultarlo, lui le ordinò d’abbasare la voce ma siccome quella s’ostinava a urlare, le premette sulla faccia un cuscino finché non udì più un rimprovero, né un respiro. Dopo un paio d’ore si presentò al lavoro «confuso» ma puntuale, nel pomeriggio chiese un permesso d’un paio d’ore, tornò a casa, avvolse la consorte in un lenzuolo, la caricò sulle spalle con l’idea di buttarla chissà dove, inciampò per le scale e il cadavere, rotolando giù per i gradini, mandò in cocci un vaso di piante ornamentali. I vicini, spaventati dal gran fragore, s’affacciarono sul pianerottolo e videro Blackmore che sorreggendo la moglie si disperava: «Aiuto, inciampando s’è ammazzata». All’alba di venerdì 2 marzo in una palazzina al civico 9 di via Adua, in uno dei quartiere più tranquilli del centro Ferrara, tra corso Porta Po e le mura di via Belvedere.