Varie, 3 marzo 2007
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Bruckner Pascal
• Parigi (Francia) 15 dicembre 1948. Scrittore • «Critico del ”pensiero espiatorio” e mattatore che svelena dai torpori ideologici [...] fra i firmatari dell’appello del Monde a difesa di Robert Redeker, il professore di filosofia costretto alla clandestinità dalle minacce islamiste scatenate da un suo duro articolo sul Corano apparso sul Figaro. Nel suo de profundis ”La tirannide della penitenza” (Guanda), lo scrittore francese che ha il dono della predica colloca l’Europa sotto un cielo inclemente, lo scacco degli ”emiri dagli occhi azzurri” e le risacche di una grammatica della nostalgia. Quell’Europa che si mantiene messianica su un tono minore, milita per la propria debolezza, esporta umiltà e saggezza. La passione critica – spiega Bruckner – è diventata conformismo, il rimorso un dogma e la penitenza una moneta di scambio. Nel 2003, durante l’ondata pacifista, con André Glucksmann e il regista Romain Goupil, Bruckner pubblicò sul Monde un articolo che fece scalpore, ”La faute”, contro la frode saddamita di Jacques Chirac. ”Così come esistono predicatori di odio nell’islamismo radicale, esistono predicatori di vergogna nelle nostre democrazie, soprattutto fra le élite intellettuali, e la loro capacità di fare del proselitismo non è trascurabile”. Sete di punizione e retorica di espiazione, colpevolismo postcoloniale e gauchismo islamista, memoria della macerazione narcisistica e anchilosi della ritenzione, estetica del crimine e morale della vigilanza, angelismo della bontà e valanga penitenziale. Sono alcune delle patologie della caduta europea stigmatizzate nel libro da Bruckner, che assegna un ruolo epocale ai dissidenti islamici, eroi a cui fornire sostegno finanziario, morale e politico. [...]» (Giulio Meotti, ”Il Foglio” 2/3/2007).