Luca Dondoni, La Stampa 3/3/2003, 3 marzo 2003
LUCA DONDONI
SANREMO
Su uno yacht ancorato a Porto Sole Al Bano incontra i giornalisti per un pranzo che si è trasformato in una delle più gustose conferenze stampa di questo Festival. Davanti a un buon bicchiere di vino ecco l’Al Bano-pensiero. «Il momento più brutto della mia vita artistica? Quando ho vinto il Festival nell’84 con Ci sarà - racconta Al Bano -. Pareva un funerale: il mio discografico era Freddy Naggiar, che in scuderia aveva anche Toto Cutugno e Pupo. A quei tempi per la vittoria contavano le cartoline Totip e venni a sapere che per la vittoria di Toto erano stati spesi molti soldi. Altrettanti ne spese Pupo per assicurarsi almeno una buona posizione. Ebbene, io e Romina ricevemmo tre milioni e trecentomila cartoline che vennero spedite spontaneamente. Figuratevi quale fu la situazione alla cena della vittoria. L’atmosfera era plumbea. Naggiar faceva la spola fra il mio ristorante e quello dove stava Cutugno nero di rabbia, e potete immaginare che razza di imbarazzo si creò». Il momento più bello? «Quando cantai Felicità, perché su quella canzone nessuno voleva puntare e invece è diventato uno dei pezzi, se non ”il” pezzo, che ha fatto più successo in tutto il mondo. Anche E’ la mia vita mi ha dato parecchie soddisfazioni perché fu con quella canzone che iniziai la carriera da solista».
Il 17 marzo Al Bano canterà a Roma per una serata speciale che si terrà al Gran Teatro, e da lì partirà un tour che lo porterà in giro per il mondo. Nel perdono, il pezzo sanremese che in tanti credono destinato alla vittoria, è stato scritto dal figlio Yari e da Renato Zero. «Un brano che mi ha riportato al Festival sette anni dopo la mia ultima apparizione e mi ha permesso di sentire un’emozione che non ho mai provato su nessun palco del mondo. L’Ariston, oltre che la culla della musica italiana, è il luogo dal quale parte tutto, e io qui ci sto a meraviglia». L’artista dice anche che al Festival è bello venirci in gara perché «quando venni ospite di quello con la Ventura non mi sono divertito. L’adrenalina della gara è un’altra cosa». Sebbene il cantante di Cellino San Marco lavori da quarant’anni, dice che l’Italia non lo ha ancora capito: «Mi sento sempre iscritto a una lista d’attesa e non so mai se la gente mi vive solo come un personaggio da gossip o un cantante. Al tempo di Romina mi hanno tormentato perché raccontavano il nostro amore, poi la separazione, Loredana Lecciso, l’Isola dei Famosi… uffa che barba». E quando nel gossip ci finisce volontariamente? «Si riferisce all’Isola dei Famosi? Be’, allora sappia che lì ci sono andato e ci riandrei perché mi hanno strapagato. Quando Simona mi fece sapere in diretta della decisione di Loredana di separarsi la vissi come una trappola e faticai a non mandare aff… tutti quanti». Al Bano si lamenta infine della cifra che l’organizzazione del Festival gli riconosce come rimborso spese: «Ma che ci faccio con 258 euro a esibizione?».