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 2007  febbraio 03 Sabato calendario

LONDRA

Trilli Campanellino. Una Cicerone formato mignon nel mondo dell’infanzia: birichina, a volte dispettosa, pronta a tutto pur di non spartire con altri il compagno di mille avventure, Peter Pan. Il solo nome basta a evocare tutta la magia dell’universo Walt Disney. Trilli oggi ha quasi 78 anni (li compie a maggio), ma è sempre lei. Ha negli occhi quello scintillio alla polvere di stelle che dal 1953 ad oggi ha conquistato generazioni di bambini.
Balla ancora. Lo dimostra accennando qualche passo di tip tap. Ai piedi sfoggia un paio di scarpe verde smeraldo.
Sembra incredibile, ma esiste davvero. A ispirare la fatina dell’isola che non c’è non fu, come vuole la leggenda, Marilyn Monroe, bensì Margaret Kerry, ballerina, attrice tutto pepe scelta ancora adolescente dallo storico animatore Marc Davis per una parte che è entrata nella leggenda. Fu lei, in carne e ossa, a interpretare ogni mossa poi tradotta in cartone animato e a plasmare il ruolo. «Il copione era il loro, ma la personalità era la mia. Mi ci riconosco ancora». Marilyn non c’entrava niente.
«Credo che la leggenda sia nata per sbaglio, quando qualcuno disse per radio che Trilli aveva le curve della Monroe. Invece erano le mie».
Ed eccola immortalata in costume da bagno nelle foto conservate nell’archivio della Disney e rispolverate in occasione della prima mondiale, oggi a Londra, del film originale restaurato (disponibile su dvd).
Erano altri tempi, il costume da bagno, nell’America del dopoguerra, era ancora trasgressivo, ma per Margaret- Trilli i mesi di lavoro davanti a una troupe esclusivamente maschile non rappresentarono un problema. «Chi balla ha un altro modo di rapportarsi al proprio corpo. E poi Marc Davis fece di tutto per mettermi a mio agio. Non sentii mai una parola poco indicata. So che Wendy venne protetta allo stesso modo. Un po’ faceva parte anche del ruolo».
Un po’ come Marilyn, che Margaret ha conosciuto davvero quando ancora non era nessuno. «Eravamo al Beverly Hills Hotel, modelle per un servizio fotografico sul bikini. Era una cara, cara ragazza. Le chiesi se potevo farle una fotografia, mi disse sì, se poi mi permetti di fotografare te. E così ho ancora due foto, inedite, di Marilyn prima del successo». Guai, però, a definirle amiche: «In questo ambiente stringere amicizie è molto difficile. Quando sento attrici che dicono di essere amiche non ci credo». Ha tre figli, cinque nipoti e un pronipote, ma dentro è rimasta una ragazzina. Il segreto? «Tanto buonsenso». Un buonsenso, tra l’altro che condivideva con Marilyn. «Mi ricordo che lei ed io tra una fotografia e l’altra ci riparavamo sotto l’ombrellone. Le altre invece erano sempre al sole ad arrostire».