R.Fr., Corriere della Sera 3/3/2007, 3 marzo 2007
Qualcuno, poche notti fa, è andato sul Ponte Milvio, a Roma, e armato di tronchesi ha spezzato i lucchetti dell’amore che da un po’ di tempo i fidanzatini attaccavano al terzo lampione in segno di amore eterno
Qualcuno, poche notti fa, è andato sul Ponte Milvio, a Roma, e armato di tronchesi ha spezzato i lucchetti dell’amore che da un po’ di tempo i fidanzatini attaccavano al terzo lampione in segno di amore eterno. L’usanza, che da sempre è tradizione sul Ponte Vecchio di Firenze, s’era diffusa anche a Roma per imitazione dei personaggi dei romanzi di Federico Moccia (qualche giorno fa, prima che le serrature fossero staccate, proprio Moccia aveva confessato di essere stato lui il primo ad agganciarne una al lampione). Prima del blitz misterioso, alcuni assessori dell’Ulivo avevano chiesto di poter togliere quei lucchetti dato che stavano diventando troppi (a Firenze lo scorso anno il sindaco li fece rimuovere per lo stesso motivo) e ne era nata una polemica col centrodestra, che accusava gli avversari di insensibilità. Il sindaco Veltroni aveva dunque deciso che i lucchetti sarebbero rimasti lì e adesso commenta: «Che disgraziati, gente senza poesia, un atto stupido e inutile». Non la pensano tutti così, dato che nel quartiere agiva il "Comitato spontaneo slucchettatori di Ponte Milvio", tutto composto da giovani, che ogni tanto sfoltiva il lampione perché «incatenarlo non è una consuetudine storica, come accade a Firenze per Ponte Vecchio. una banale tendenza, una prova di finto romanticismo».