Fabio Cavalera, Corriere della Sera 3/2/2007, 3 febbraio 2007
ROMA – Una botteguccia piccola piccola in via Militello, una traversa piuttosto storta e dissestata della via Casilina, a Borgata Finocchio, periferia sud est di Roma
ROMA – Una botteguccia piccola piccola in via Militello, una traversa piuttosto storta e dissestata della via Casilina, a Borgata Finocchio, periferia sud est di Roma. Sulla vetrina tre righe di trasferibili rossi: «Parrucchiere per uomo». lì che è nato il caschetto di Danilo Coppola. Signor Pino, come si chiama quel taglio di capelli esibito dal suo cliente? «Carré francese». A chi è venuta l’idea? «A me. E a lui piaceva. Ma ormai sono passati tanti anni. Oggi va lo sfumato. Quel taglio lì è un po’ rétro, diciamocelo... Ma perché tutto questo interesse ai suoi capelli. Mi sembra davvero curioso...». stato lui stesso ad attribuire a quel taglio un po’ dei suoi guai. «Ma davvero? Roba da non credere. Ma ora ecco che capisco perché Danilo ha voluto cambiare taglio...». Non porta più il caschetto? «No. Meno di un mese fa sono andato a tagliargli i capelli su a Grottaferrata, a casa sua. E mi ha chiesto la sfumatura. L’ho accontentato. E non sono stato a chiedergli perché e per come... E lui non mi ha spiegato perché aveva cambiato idea. Certo, se considerava il caschetto alla francese un problema, allora capisco perché abbia cambiato taglio...». No, e perché mai. Oggi, lo sanno tutti, va di più la sfumatura...».