Fabio Cavalera, Corriere della Sera 3/2/2007, 3 febbraio 2007
ROMA – «L’ho trovato che respirava a fatica sotto la bocca di lupo della sua cella d’isolamento
ROMA – «L’ho trovato che respirava a fatica sotto la bocca di lupo della sua cella d’isolamento...». Ci sono le bocche di lupo, per finestre, nel vecchio carcere di Regina Coeli. La luce è scarsa, bisogna tenere la lampadina accesa, e il settimo braccio non fa eccezione. Quando il Garante regionale per i detenuti, Angiolo Marroni, è arrivato ieri pomeriggio alla cella in cui è detenuto Danilo Coppola, ha trovato il giovane costruttore «boccheggiante» sotto la bocca di lupo. Tutt’intorno, guardie penitenziarie, il direttore del carcere Mauro Mariani e un medico. «Soffre di claustrofobia, così dice... Però dal punto di vista medico non abbiamo finora riscontrato particolari cardiopatie». Così l’amministrazione di Regina Coeli, che al mattino aveva inviato inutilmente un medico specialista a verificare la situazione, salvo poi dover rimandare di un giorno a quest’oggi la verifica perché il detenuto era al momento impegnato col suo avvocato. «Vedremo. Se sarà necessario lo sposteremo in una cella più larga. Mai comunque con altri detenuti. Ecco quanto mi ha detto il direttore», spiega Marroni. Un giubbotto, un paio di jeans, la maglietta, i capelli corti, lo sguardo sofferente. Non c’è traccia dell’eleganza del giovane cresciuto alla Borgata Finocchio tra palazzine con balaustre a colonnina e marmi, Ferrari, vestiti blu. «Non riesco neanche a mangiare – ha detto Coppola al Garante dei detenuti ”. Non ho mangiato a pranzo, non sto bene...». «Che posso fare per lei?», gli ha chiesto allora Marroni. «Telefoni a mia moglie – ha risposto Coppola ”. La rassicuri lei. incinta al settimo mese, abbiamo un bambino piccolo che ha tre anni. Se le telefona mi fa un favore... La ringrazio». Durante il colloquio Coppola non si è mai allontanato da quella posizione in cui l’ha trovato Marroni, subito sotto la finestra a bocca di lupo. «Ha l’affanno, non è difficile constatarlo, non sono naturalmente in grado di valutare il problema perché non sono un medico», aggiunge il Garante. «Spero solo che venga accertata meglio questa situazione dal punto di vista medico e su questo ho ricevuto garanzie da parte del direttore». Un libro di svago, magari un libro giallo. Il Garante dei detenuti ha invitato Coppola non solo a mangiare, ma anche a leggere qualcosa che lo distolga da quell’affanno in cui l’ha trovato. «Le do un consiglio, chieda qualche libro alla biblioteca del carcere, qui a Regina Coeli ce n’è una abbastanza fornita, un libro potrà esserle d’aiuto». Più tardi il Garante ha parlato con Silvia Necci, la moglie di Coppola. «Sono molto preoccupata per Danilo – ha detto la donna ”. davvero claustrofobico. Soffre a stare nei posti chiusi e negli ascensori. Vorrei andare a trovarlo...». «Signora, pensi anche al suo stato...», è stato il consiglio di Marroni. Paolo Brogi