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 2007  marzo 02 Venerdì calendario

AUTOBIOGRAFIA DI RAFFAELLA CARRA’

Costumisti. Dopo Loris Azzaro (che le scopre l’ombelico), e Corrado Colabucci (che le fa calzare le zeppe), la Carrà si affida a Luca Sabatelli, che fin dall’inizio le consiglia di tenere le mani girate sui fianchi, in modo da nasconderle (perché sono piccole), e mette le spalline nei suoi abiti ("Perché ha una vita particolarmente sottile e volevo qualcosa che la facesse diventare più grande, più imponente: le spalline sono perfette. Più grandi sono e più le spalle riempiono lo schermo del televisore fino a uscire dall’inquadratura"). Ad ogni prima Raffaella indossa un abito bianco, e alla seconda puntata un abito bianco.

Griffe. "Io non posso vestire questa o quella griffe. Io devo vestire Carrà" (Raffaella Carrà).

Caschetti. Il caschetto biondo di Raffaella porta la firma dei parrucchieri Vergottini, che con questo taglio fanno in modo che i capelli tornino perfettamente a posto dopo la mossa con la testa all’indietro. Il loro motto: "I capelli si devono muovere come gli occhi".

Tacchi. Nella trasmissione Milleluci (1974) Raffaella Carrà e Mina non hanno mai litigato, a parte affrontarsi sull’altezza dei tacchi: "Mina, più alta di Raffaella, metteva i tacchi alti, e allora Raffaella rialzava i suoi. Mina allora metteva i tacchi ancora più alti e Rafaella rilanciava… fino a che furono fermate per non rischiare che sparissero dall’inquadratura" (Gino Landi, coreografo storico di Raffaella Carrà).

Esordio. Raffaella Pelloni nasce a Bologna il 18 giugno 1943, e trascorre l’infanzia a Bellaria (Rimini). A otto anni si trasferisce a Roma per seguire Jia Ruskaia, fondatrice dell’Accademia Nazionale di danza di Roma. Ha nove anni, quando, passeggiando per le vie di Roma, la nota un produttore (per il suo musetto perfetto), che la fa esordire nel film Tormento del passato, di Mario Bonnard. Non smette di studiare danza, ma si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, a pieni voti. Intanto gira La lunga notte del ”43, di Florestano Vancini, Giulio Cesare, il conquistatore delle Gallie (1962), L’ombra di Zorro (1962), I compagni (regia di Monicelli, 1963).

Hollywood. Interprete de Il colonnelloVon Ryan (anno 1965, protagonista Frank Sinatra), subito dopo il film sigla con la 20th Century Fox un contratto per altri due film, ma presto decide di recedere: "Perché a Los Angeles si annoiava! Tutto il cast del film si ritrovava ogni sera nella villa di questo o di quello e passavano la serata a bere e lei si annoiava mortalmente. Stava dieci minuti e poi tornava nella villa che le avevano dato e continuava la serata con sua madre, che l’aveva accompagnata negli States" (Gianni Boncompagni). Prima di recedere dal contratto con la 20th Century Fox gira ancora un episodio della serie Tv made in USA "I Spy", al fianco di Bill Cosby, celebre protagonista de I Robinson (in cui lei scopre, grazie a un intrigo, di essere sua figlia).

Apparizioni. Tra le altre apparizioni cinematografiche, il film Professore Bigamo (con Lando Buzzanca, 1969), Il caso Venere Privata (1969), un episodio del telefilm Arsenio Lupin (coprotagonista George Decrière), Barbara (regia di Gino Landi, 1969, long-clip, legato all’omonimo 33 giri).

CAP. Gianni Boncompagni scopre Raffaella Carrà al suo ritorno dagli States (dopo l’uscita di Il colonnello Von Ryan), mentre è impegnato nella realizzazione di spot per la promozione del CAP (codice di avviamento postale), girati in un salotto ricreato in piazza di Spagna a Roma. Tra le attrici scelte, Raffaella Carrà, che emerge tra le altre "per il suo sorriso, la dolcezza, ma soprattutto per la professionalità nonostante la giovane età" (Gianni Boncompagni).

Agata. Nel 1969 conquista il grande pubblico nello spettacolo Io Agata e tu, condotto dallo chansonnier Nino Ferrer e da Nino Taranto (Raffaella ha accettato l’ingaggio a condizione di avere tre minuti per esprimersi liberamente cantando e ballando).

Fiesta. Su suggerimento di Gianni Boncompagni ("dopo tutto è una canzone molto spagnoleggiante"), nel 1977 Raffaella Carrà incide in spagnolo Fiesta. Inaspettatamente la canzone sale in cima alle classifiche e televisione e giornali spagnoli chiedono di incontrare la Carrà, che improvvisa la partenza con Boncompagni: "Fummo sconvolti dall’accoglienza! All’aeroporto decine e decine di fotografi, giornalisti, troupe televisive ad aspettare Raffaella che, presa alla sprovvista, non sapeva cosa fare. Decidemmo quindi di improvvisare una conferenza stampa dentro l’aeroporto di Madrid. Altra cosa che mi meravigliò molto fu che Raffaella rispose a tutte le domande in spagnolo! … Le chiesi quando avesse imparato quella lingua. Lei con grande candore mi disse che la stava studiando proprio in quei giorni, ma che le era venuto così naturale rispondere alla conferenza stampa". Dalla Spagna la sua notorietà arrivò presto in America Latina: "Ricordo i concerti di Raffaella in Argentina, Cile, Messico eccetera come dei concerti da rock star! Gli stadi erano sempre strapieni di gente in delirio che cantava tutte le canzoni che avevo scritto per lei".

Ma che sera. Spettacolo condotto, tra gli altri, da Raffaella Carrà nel 1978 e venduto dalla Rai in trentasei paesi (famosa la sigla ”Tanti auguri”, più nota come ”Com’è bello far l’amore da Trieste in giù”). L’anno successivo il suo spettacolo dal vivo Raffaella Carrà show è presentato in Messico, Cile, Argentina e Venezuela, ogni sera davanti a platee di cinquantamila persone.

Millemilioni. Titolo di cinque serate andate in onda su Rai Uno nel 1980, registrate a Roma, Mosca, Londra, Città del Messico e Buenos Aires, realizzate in coproduzione con le TV locali. Il programma ha grande successo, tanto che l’anno dopo Raffaella va in tournée in Sud America. Gino Laudi: "Al nostro arrivo in Argentina la produzione mise a disposizione quattro guardie del corpo in motocicletta che la seguivano ovunque… Non poteva uscire dall’albergo. Ogni suo spostamento doveva essere concordato con la sicurezza; La gente del posto era impazzita; Ai concerti facevano in modo di avvicinarla per farle prendere in braccio i bambini".

Pronto Raffaella? Nel 1983 inaugura la fascia di mezzogiorno dei programmi della Rai con Pronto Raffaella?. I dirigenti Rai avevano in progetto una trasmissione di cucina con Ave Ninchi come conduttrice, ma Gianni Boncompagni punta sulla Carrà: "Aprì un nuovo modo di fare televisione, bisogna riconoscerglielo. Ogni suo gesto veniva analizzato, esaltato o criticato. Perfino il fatto che prima di rispondere al telefono per i giochi si togliesse, per comodità, l’orecchino faceva parlare… Intervistare Kissinger con un tailleur a scacchi arcobaleno non si era mai visto".

Sanremo. Conduce l’edizione del Festival del 2002, ma volendo lavorare esclusivamente coi propri collaboratori di sempre (autori e registi), si attira critiche feroci che la tengono lontana dagli schermi (tranne la parentesi di Sogni, 2004, che però non riesce a decollare), fino al 2006 quando conduce Amore, programma per la sensibilizzazione all’adozione a distanza di bambini del terzo mondo (lei stessa ne adotta sei).

Dischi. I primi dischi incisi da Raffaella Carrà fanno da supporto agli show televisivi, fino al 1979, anno di pubblicazione di Applauso, primo disco con arrangiamenti più curati e affrancato dalla logica TV-disco. Il nucleo storico degli autori delle canzoni è rappresentato da Boncompagni, Ormi, Bracardi, Pisano. Celebri i gadgets distribuiti con le copie, come la spilla blu scuro con sopra impresso il nome ”Raffaella”, in occasione dell’uscita del disco omonimo (1978), e della spilletta raffigurante l’icona di copertina di Applauso. Quando esce la raccolta Fiesta. I grandi successi, nel 1999, vanno a ruba le statuette a tiratura limitata, che riproducono in miniatura Raffaella Carrà di rosso vestita.

Notizie tratte da: Fabio Canino con Roberto Mancinelli, Raffa, Sperling & Kupfer Editori, 2006, 20 euro.