giornali, 1 marzo 2007
Luisa Polloni detta Isa, di anni 65. Bionda «tutta pepe», piacente, sempre allegra e sempre ben vestita, si teneva in forma con la palestra, viveva a Chiari nel Bresciano ma ogni giorno si faceva in treno 20 chilometri per raggiungere Caravaggio, Bassa Bergamasca, dove da quindici anni era commessa in un colorificio
Luisa Polloni detta Isa, di anni 65. Bionda «tutta pepe», piacente, sempre allegra e sempre ben vestita, si teneva in forma con la palestra, viveva a Chiari nel Bresciano ma ogni giorno si faceva in treno 20 chilometri per raggiungere Caravaggio, Bassa Bergamasca, dove da quindici anni era commessa in un colorificio. Mai sposata, un fratello morto l’anno scorso, in paese la consideravano «una di famiglia», chiacchierava con tutti e «se c’era da fare una puntura a un malato ci pensava lei». L’altra mattina spoverava le vetrine del negozio quando entrò un Vincenzo D’Errico di anni 37, originario di Foggia, eroinomane, alle spalle qualche precedente penale, che mostrandole una pistola giocattolo le ordinò di svuotare la cassa. La Polloni gli ferì una gamba con un taglierino, D’Errico le saltò addosso, lei scappò in corridoio, lui la raggiunse in bagno e la strangolò con la gonna che s’era già strappata nella lotta. Quindi si mise in tasca i 90 euro della cassa, chiuse a chiave la porta del negozio, montò su un treno fino a Treviglio, su un altro fino a Cremona, e laggiù si presentò ai carabinieri. Nel frattempo in paese nessuno s’accorse di nulla, qualche cliente trovando chiuso il colorificio si ripromise di passare più tardi, alle 18 arrivò il proprietario della bottega Luigi Zanonini che aprendo con le chiavi di scorta trovò la donna stesa sul pavimento del bagno nuda dalla vita in giù. Alle 11 di mattina di mercoledì 28 febbraio a Caravaggio, nella Bassa Bergamasca.