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 2007  marzo 01 Giovedì calendario

PER VESPA

Domani si chiude la cinquantasettesima edizione del Festival di Sanremo. E si chiude tra le polemiche: il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, ha annunciato pubblicamente, durante la conferenza stampa di ieri mattina, che non sarà Pippo Baudo a condurre la prossima edizione del Festival. Pippo Baudo era lì al suo fianco e fino a quel momento aveva creduto che sarebbe stato portato in trionfo, visto che i dati d’ascolto della seconda serata (mercoledì) erano stati molto buoni. Invece...

Invece che è successo?
 successo che Pippo se n’è andato con le lacrime agli occhi. Del Noce aveva detto la frase: «Baudo è il direttore artistico del Festival. Invece per la conduzione penso sia bene cambiare ogni anno e quindi nel 2008 avremo un altro presentatore». Siccome ieri l’Unità aveva scritto che erano in corso trattative per far rientrare Bonolis in Rai, qualcuno ha chiesto se il prossimo festival di Sanremo sarebbe stato condotto proprio da Bonolis. Del Noce non ha detto di no. E a questo punto si è scatenata la ridda di voci sull’eventuale ingaggio: nel 2005 Bonolis per fare Sanremo prese cinque milioni.

Cinque milioni di euro? Ma non è una somma spropositata?
Dipende. Fece il 53 per cento d’ascolto e garantì alla Rai degli ottimi importi in termini pubblicitari. L’anno scorso Panariello prese un milione di euro, Illary Blasi mezzo milione e Victoria Cabello 400 mila euro. E il Festival fece 15 punti di share in meno. Per cui non sono troppo d’accordo sulle polemiche relative al milione di euro pagato quest’anno alla Hunziker e ai 750 mila dati a Pippo. Con quei due nomi la Rai ha incassato 42 milioni di pubblicità. E gli ascolti, rispetto all’edizione scorsa, sono risaliti: nella seconda serata Pippo ha fatto il 46,37 contro il 37,33 di Panariello l’anno scorso.

Che cosa sono questi numeri: 46,37 oppure 37,33...
Sono gli "share", parola inglese che indica la percentuale d’ascolto della trasmissione: se lo "share" è del 47 per cento vuole dire che 47 persone sulle 100 che erano davanti alla tv, stavano guardando il Festival. Quindi Baudo sta andando piuttosto bene, ed è strano che sia stato licenziato in questo modo. Oltre tutto, non è che Bonolis venga da una stagione straordinaria, come lo stesso Pippo ha sottolineato alla fine della conferenza stampa.

Non potrebbe funzionare la coppia Baudo direttore artistico e Bonolis condutto?
Pippo ha già detto: «O io o lui». Magari poi cambierà idea. Però effettivamente Del Noce lo ha trattato male.

Come ha fatto a risollevare le sorti del Festival?
Ah, in un modo molto semplice: ha ammesso con se stesso che quello spettacolo (quel «prodotto», come si dice adesso) è destinato a un pubblico anziano e ha quindi confezionato lo show pensando appunto a un pubblico anziano: chiamare sul palco Al Bano, Johnny Dorelli, Milva, Nada che cosa significa? Significa dire allo spettatore: ti faccio emozionare con gli idoli della tua giovinezza. E il pubblico infatti ha risposto. Controprova: uno dei momenti più fiacchi è stato l’avvio, quando la ribalta è stata consegnata ai giovani, cioè a dei perfetti sconosciuti per il pubblico che guarda il Festival. Altra controprova: una rivista di ragazzi - Cream Magazine - ha chiesto ai suoi lettori di 14-20 anni se avessero visto Sanremo. Il 61 per cento ha risposto di no. Degli altri, il 67 per cento ha detto che il Festival non rappresenta la musica italiana di oggi, che sarebbe stato meglio mettere Fiorello al posto di Pippo Baudo, che i tre migliori sono nell’ordine Daniele Silvestri, Simone Cristicchi e gli Zero Assoluto. Del resto questa storia del pubblico anziano non riguarda solo il Festival di Sanremo, riguarda tutta la televisione. Dati europei fanno vedere ormai da molti anni che, relativamente alla tv generalista (cioè, in Italia, Rai, Mediaset e la 7) il pubblico degli ultrasessantenni tiene acceso il televisore più di cinque ore al giorno di media. Chi ha meno di vent’anni invece supera a stento le due ore. Questa è anche la disperazione degli inserzionisti: «comprano e pagano», come si dice, dieci-undici milioni di ascoltatori, ma solo per raggiungere quei due milioni che stanno fra i 30 e i 45 anni e che sono gli unici che interessano davvero alle aziende perché sono gli unici propensi a fare acquisti.