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 2007  marzo 01 Giovedì calendario

La Stampa 27/02/2007 Paolo Martini Se la crisi toglie il sonno e gli ascolti a StraPippo. Baudo si sforza di parlarne in pubblico «seeerenaaamente», proprio come Prodi

La Stampa 27/02/2007 Paolo Martini Se la crisi toglie il sonno e gli ascolti a StraPippo. Baudo si sforza di parlarne in pubblico «seeerenaaamente», proprio come Prodi. Ma la crisi di governo toglie il sonno anche a lui. «Speriamo che questa settimana, decisiva per il festival e il Governo, ci offra bella musica e note allegre» ha subito detto ieri. In effetti un’incognita politica da brivido pesa sul già non facile Sanremo 2007. E dire che un buon risultato Auditel era assicurato dal disarmo bilaterale delle contro-programmazioni. Adesso i guai possono venire addirittura da Raitre. La partenza contro un Ballarò più pimpante che mai, nel giorno del ritorno di Prodi al Senato, sottrae sicuramente pubblico. Non parliamo, poi, dell’eventualità mercoledì di una clamorosa crisi-bis ! Immaginatevi il film: Floris che raddoppia di nuovo a caldo Ballarò, Mentana che si precipita a rimettere in onda Matrix, speciali dovunque, piccoli ma significativi strappi di pubblico persino da La 7, con Otto e ½ e L’Infedele che balzano verso il 4 %. Perciò anche a Baudo non resta che sperare nel «soccorso bianco» di Andreotti e Follini, in fondo l’Italia di mezzo è sempre stata la sua. Ma un clima politico così caldo rischia di disturbare comunque la curva degli ascolti sull’ultima parte del Festival e pure per il Dopo chiambrettiano. Altro che MarketteRai: nelle serate decisive per il governo una bella fetta di pubblico cercherà l’informazione. Di questo Festival della Tintura era già stato sottolineato lo scarso appeal per gli under 45, dispersi su Internet, attratti dalla concorrenza satellitare, curati da Italia 1 con le ricette di DrHouse, o magari fuori a bere una birra con gli amici. Ci sono poi specifiche questioni geografiche: al Nord funzionerà l’effetto simpatia della svizzerotta Michelle? E, ancora: va bene dar retta a Giuliano Amato, ma aver scartato dal concorso tutti i napoletani, neomelodici camorristi o meno, non rischia di costare un altro pezzettino d’ascolti? E pure se tutto fila via liscio per Prodi, Baudo affronterà sollevato la finale di sabato sera, ma solo dopo una buona mezz’ora in cui deve guardarsi le spalle dalla solita Raitre: Fabio Fazio col suo Che tempo che fa e i suoi 4 milioni di fedelissimi minaccia anche StraPippo. ************************** La Stampa 27/02/2007 Dopofestival a una piazza. Si sa quando si parte, ma non si sa quando si arriva. Parlo da conduttore del Dopofestival, che ha il vantaggio di partire per ultimo nella notte, ma di essere così il primo della mattina: insomma, sono in una botte di ferro, sto tra Marzullo e Giurato, quindi tra due guanciali. Il mio Dopofestival, a scanso di equivoci, sarà a una piazza: un bel letto sistemato a bordo sala stampa, dove aspettare la linea. Sempre che Pippo Baudo, prima o poi, ce la passi. Il Festival che si presenta alle nostre orecchie è il Festival delle famiglie: famiglie di Stato, famiglie di fatto, famiglie di cantanti. All’appello mancano i gay dichiarati, ma non escludo sorprese. Per lavorare a un evento di queste proporzioni, dobbiamo sostenerci con le droghe pesanti: da Torino, via Moretti, la Nutella arriva a Sanremo in quantità industriali, e viene distribuita in fiale servite sotto i tavoli della sala stampa a giornalisti e addetti ai lavori. Unico problema, i brufoli, che ne disincentivano il consumo. Di conseguenza, si sono impennate le quotazioni del cerone di Fabrizio Del Noce, che si vende al mercato nero di piazza Colombo. Intanto, tutti mi chiedono chi vincerà il Festival. Io lo so: ma se lo dicessi, che ci staremmo a fare qui per una settimana? Se ne andrebbero tutti, e gli albergatori di Sanremo non me lo perdonerebbero. ************************** La Stampa 27/02/2007. Al Bano & Zero. «Mi ha cucito addosso il brano». Renato Zero l’ha scritta in 24 ore eppure «non c’è testo che rappresenti meglio quello che penso della vita»: così Al Bano parla di Nel perdono, firmata da suo figlio Yari e da Zero. «Ci conosciamo da anni ma non avevamo mai collaborato. Non c’è niente di meglio di un grande sarto che ti cuce un vestito addosso». ************************** La Stampa 27/02/2007. Rai dire Sanremo su Radiodue. Tutte le sere, la diretta di Raiuno sarà seguita ai microfoni dalla Gialappa’s Band: dalle 21.10 sino al termine della diretta su Rai1, Rai dire Sanremo con le voci irriverenti di Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci. I tre Gialappi nelle loro scorrerie saranno fiancheggiati da Marcella Volpe. ********************** La Repubblica 28/02/2007 Michele Serra. Una Hunziker d´oro a Sanremo. La tesi classica è che l´immutabilità di Sanremo simboleggi l´immutabilità dell´Italia. Il cinquantasettesimo festival sembra volerla rafforzare. cominciato con un omaggio strappacuore della presentatrice Hunziker al marito separato (il cantante Ramazzotti), con lacrima vera. Una cosa efferata, in grado di mettere d´accordo l´Avvenire e Flavio Briatore. Seguito a ruota dall´impressionante esibizione di un emigrante in Germania anche lui vero, che eseguiva "Schiavo d´amore", una romanzetta in grado di sedurre le massaie bavaresi già prima della seconda birra. Con quell´effetto da paese d´epoca, soltanto casualmente contemporaneo di se stesso, che è il succo di questa saga immortale, che passerebbe indenne anche attraverso un regime stalinista, un´invasione dei tartari o una dominazione marziana. Ormai da parecchi decenni il calendario cristiano colloca il Festival tra il Natale e la Pasqua. La data, oscillante in su o in giù di qualche settimana, viene fissata secondo imperscrutabili criteri interni dalla curia televisiva. una di quelle ricorrenze segna-tempo che si avvertono nell´aria anche se si è miscredenti o distratti o refrattari, tanto che il dibattito socio-politico su Sanremo mostra infine segni di affievolimento: sono gli antropologhi, non altri, coloro che dovrebbero occuparsi di un così durevole evento comunitario. Negli anni, il Festival ha via via assorbito dal suo medium, la tivù, le caratteristiche (stratelevisive) di spugna amorfa, ma prodigiosamente ricettiva. In quell´imbuto lungo una settimana piovono, quasi per gravità naturale, molti degli umori e dei vezzi del costume, in quella moderna forma di ex-voto che sono le canzoni popolari. Uscendone poi in poltiglia, masticati e digeriti dall´ecumenismo generalista così magistralmente incarnato da Baudo, uno che Turigliatto e Di Gregorio li farebbe fessi in un quarto d´ora. Tanto che nessuno osa più immaginare di dare davvero il suo segno al Festival: la spugna stravince. Sempre. Baudo, che lo sa, asseconda e gongola. Quest´anno, ad animare Sanremo è approdato perfino uno stremato scampolo della "questione morale". Incentrato sul compenso invero cospicuo (due miliardi dei vecchi quattrini) della valorosa Hunziker. E interrogazione parlamentare al seguito. Magari la Hunziker, per fare la pubblicità delle mentine, prende anche di più: un milione a mentina, dico per dire. Ma nessuno ci farà mai caso, perché il valore aggiunto di Sanremo è appunto quello di intignarsi rumorosamente, e quasi sempre in forma di parodia, nelle questioni le più varie, dalla vertenza dei metalmeccanici al debito del Terzo Mondo o altre nobili cause passate in cavalleria già dopo i titoli di coda. Quest´anno chissà, vedremo: ma sempre per nutrire la spugna, per santificare la festa. Che infatti ieri sera, quando in una scenografia sontuosissima (bizzarri però alcuni colori da endoscopia gastrica) Hunziker è apparsa tra i consueti covoni di fiori, ha immediatamente trasformato eventuali commenti ostili della famosa "gente a casa" in una partecipe commozione per le sue pene d´amore. La questione morale è rimandata, prima c´è da capire se Michelle e Eros tornano insieme. Ditemi che cosa c´è di più italiano. ************************** La Repubblica 28/02/2007 Giuseppe Videtti. Una rosa e la paranza animano il festival soporifero. Cornacchione porta Prodi al Festival in uno sketch da Bagaglino, prendendolo letteralmente per i fondelli, ovvero afferrando per i genitali la maschera più somigliante al primo ministro che sia mai stata vista. Cosa non si fa per l´Auditel. Gli ascolti, prima di tutto. Poi i ritmi del varietà, la grandiosa scenografia, le animazioni gustose, i tempi televisivi, gli ospiti internazionali (i trasgressivi Scissor Sisters e Norah Jones, regina del nuovo jazz), i numeri comici. Infine la canzone italiana, cui il Festival è intitolato, ma che ormai fa da cuscinetto tra uno sketch e l´altro, perché la musica, è stato ripetuto fino alla noia, fa grandi numeri solo a teatro, non sul piccolo schermo. Pippo Baudo, presentatore di buona volontà, uno che nel pop italico ci sguazza da mezzo secolo, per questa 57esima edizione, la sua dodicesima volta sul palco dell´Ariston, ha dovuto aguzzare l´ingegno per scovare un asso salvafestival, che ha i capelli biondi, è l´ex signora Ramazzotti, è la più riverita soubrette delle reti Mediaset, canta, balla, è una spalla formidabile e si chiama Michelle Hunziker. Ha fatto il suo ingresso, divina, con un Valentino troppo impegnativo per una sbarazzina come lei. E una lacrima le è scesa sul viso, prima di recuperare la verve abituale. Gli ascolti, prima di tutto. E la Hunziker, battezzata da Pippo prima copresentatrice della storia del Festival, diligentemente ha fatto i compiti, e non si è tirata indietro neanche di fronte alla possibilità di cantare in apertura "Adesso tu", con cui Eros Ramazzotti trionfò nel 1986, a ribadire che non ci sono più veleni tra lei e l´ex marito. «Una sola cosa ho fatto bene nella mia vita e l´ho fatta con quell´uomo», ha detto riferendosi alla figlia Aurora. Hanno fatto i compiti anche i cantanti, con ritmi e melodie studiate per l´occasione, voci spiegate e tormentoni a volontà, anche se poi, si sa, chi è una star qui accetta di venire solo fuori concorso. Dopo Michelle, sono saliti sul palco gli Zero Assoluto, con una canzone senza centro, Piero Mazzocchetti, novello Bocelli, che si è ritrovato big in gara grazie al successo ottenuto in Germania, Daniele Silvestri col suo tormentone (il microfono fa cilecca proprio quando "paranza" fa rima con "stronza"), il quadretto familiare (con stecca) Francesco e Roby Facchinetti, Antonella Ruggiero dalla voce d´angelo e Milva la rossa, signora di grandi passioni, che ha partecipato a 15 Festival. Tutto in ordine, ma se non fosse arrivato Antonio Cornacchione a gracchiare contro i comunisti, la fuga dai teleschermi rischiava di essere precipitosa. E Chiambretti, che è entrato come un ciclone ad annunciare il suo Dopofestival: «Caro Pippo sei partito con il piede giusto, non sembra che hai 90 anni, che hai ascoltato 1.400 canzoni e hai trapiantato 4.000 capelli. Qui si parla molto dei vostri compensi; con quello che ha guadagnato, Michelle non è più una soubrette ma una banca svizzera e Pippo, tu sei il Banco di Sicilia». Poi Chiambretti ha ricordato che di recente Baudo non ha fatto altro che invitarlo a tornare da mamma Rai: «Io mi giro e trac, cade il governo, non c´è più il centrosinistra. Non ci sono più direttori, nemmeno un comunista. L´unica rossa in giro è Milva. Allora facciamolo noi un governo: presidente del consiglio Pippo, agli Esteri la Hunziker, alle finanze gli Zero Assoluto, allo Sport gli Stadio e alle Pari opportunità non lo dico perché sennò mi bacia sulla bocca (allude a Fabrizio Del Noce, ndr)». Siamo alle solite. Sanremo 007, licenza di uccidere la canzone. A liberare tutti, per fortuna, c´era la struggente "Ti regalerò una rosa", canzone fuori dalle regole di Simone Cristicchi. Il capolavoro di quest´anno. ************************** La Repubblica 28/02/2007 Eros Ramazzotti. Così è finita la guerra con la mia ex. Ho guardato la serata con mia figlia Aurora. stata con la mamma a Sanremo, durante le prove, poi è tornata a casa a godersi lo spettacolo in tv. Lei segue le nostre carriere. Le ho detto: «Lo sai? Anche papà ha iniziato lì». E lei: «Certo, hai vinto con "Terra promessa"». Michelle ci ha fatto una dichiarazione d´amore, a me e a lei. Quella frase: «La cosa più bella che ho fatto l´ho fatta con quell´uomo» per me è stata una liberazione, la fine dell´inimicizia con la mia ex moglie. E adesso, finalmente, basta scavare, perché la verità la conosciamo solo noi due. Si sono lette solo bugie. Sono contento che Aurora fosse con me ieri sera. Ha 10 anni ormai, la musica è la sua passione. Va pazza per Cristicchi. Se una canzone le piace, è in grado di ricantarla dopo il primo ascolto. Io no, io ho bisogno di risentirla alla radio. Durante le serate ci sono troppe distrazioni, sketch, ospiti, pubblicità. Il Festival ormai è un´altra cosa, vent´anni fa, quando arrivai io, le canzoni erano l´unico strumento che avevamo in mano per vincere. Oggi a Sanremo o si va con un progetto o meglio starsene a casa. Il talento non basta più. Arrivare in gara senza un progetto è come andare al mare dove l´acqua è inquinata. L´ultima volta che ho sentito Michelle, ieri, prima che andasse in onda, le ho raccomandato: «La platea del Festival non è la stessa di "Striscia". Devi mettercela tutta, devi essere cantante, presentatrice, ballerina, attrice comica». Ce l´ha fatta senza problemi, anche perché avere accanto Pippo è comunque una sicurezza per un artista. Bello lo spettacolo, ma c´è tanta bella musica anche altrove. Chi naviga in rete lo sa, sul sito myspace ci sono proposte migliori di quelle che si ascoltano all´Ariston. Ma Sanremo è pur sempre una sfida. E il motto dell´artista è "Memento audere semper". ************************** La Repubblica 28/02/2007 Giorgio Faletti: do minore. L’attore-cantante-scrittore è al festival con un brano scritto da lui e cantato da Milva. Ieri assistendo alla prova della "Pantera di Goro" ha detto: "Sono soddisfatto per l’anima che mette in questa canzone. Poi siamo nelle mani di San Remo. Siamo figli di un do minore" Johnny Dorelli, che torna al Festival dopo una lunga assenza, prima di Sanremo è andato al Santuario di Padre Pio con la moglie Gloria Guida. "Sarà il mio festival fortunato", dice, "Ho compiuto 70 anni, siamo nel 2007, e questo è il festival numero 57...". Daniele Luttazzi: "Non puoi andare a fare satira a Sanremo. Puoi fare quello che fanno i comici quando vengono invitati: baciare in bocca Baudo e toccargli le palle. A me non interessa". Daniele Luttazzi ha spiegato così il suo rifiuto all’invito di Baudo a Sanremo ************************** La Repubblica 28/02/2007 Antonello Caporale. Michelle: una lacrima sul viso e un milione di euro per cachet. A Sanremo chi guarda Sanremo guadagna 150 euro a sera. Facile davvero e nessun training previsto: bisogna soltanto arrivare a teatro in orario, guardare in silenzio e se assistiti dallo spirito giusto battere le mani. Ma non è nemmeno obbligatorio applaudire. I figuranti dell´Ariston occupano le poltrone lasciate vuote da invitati cafoni o indisposti. Sono tappabuchi professionali e ricevono molto di più, tre volte in più cioè, degli orchestrali della città dei fiori che raccolgono, secondo il tetto di spesa realizzato dopo i tagli della Finanziaria, 51 euro al giorno, anche se suonano dalla cena fino a notte fonda. Meglio degli orchestrali e anche dei figuranti è andata a Michelle Hunziker la brava soubrette e presentatrice: un milione e settantamila euro. La cifra contempla tutto: "all inclusive" ha infatti precisato Bibi Ballandi, il bravo manager che l´ha egregiamente assistita durante le trattative. Col milione e rotti Michelle si paga anche il cuoco, la guardia del corpo, l´alloggio, l´autista. I vestiti no: omaggio degli stilisti. Però quando alla Rai si sono accorti che, causa la Finanziaria, la somma era fuori tetto, hanno telefonato. «Mi ha chiamato Cappon e mi ha spiegato...», ricorda Luigi Nicolais, ministro della Funzione pubblica. Effettivamente: Sanremo è Sanremo. Una deroga, sottoscritta immediatamente dal ministro, ha fatto sì che Michelle, e con lei Pippo Baudo e forse anche Piero Chiambretti, chiamato a condurre il Dopofestival, salissero sul palco serenamente e tranquillamente. Con il tetto, poco più di 250 mila euro, Michelle sarebbe potuta comparire soltanto due volte, due volte e mezza a voler essere di manica larga. Senza tetto sono assicurate cinque sere piene. Anche per gli orchestrali si è fatto uno sforzo: 500 euro ma "all inclusive" secondo la perfetta definizione di Ballandi. «Non sei più una soubrette, sei una banca svizzera», le ha detto Chiambretti. «Ma no», ha risposto la bionda, a suo agio e già agile dopo i lacrimoni che le avevano purtroppo rotto la voce e il passo canoro. «A Sanremo si deve andare gratis o quasi. una grande vetrina, parte della storia popolare italiana. Dopo quella vetrina il valore artistico si accresce di molto, come pure i cachet che seguono il festival. L´artista chiederà di più perché varrà di più». Così la pensa e questo ha scritto al ministro dell´Economia la senatrice di Forza Italia Maria Burani Procaccini che in un´interrogazione parlamentare accusa il governo di aver ceduto al primo soffio di vento, abbandonato la linea di rigore alla prima protesta, cambiato idea al primo problema. «Mi sembra immorale. Non ce l´ho con Michelle, è brava e completa, ma con quelli là dell´Unione». Soldi & Sanremo, binomio felice e antico. A parte il Casinò, che pure scuce le tasche a centinaia di italiani, il retropalco del festival è popolato dagli impresari, colonna finanziaria dei cantanti, che accudiscono con trepidazione le voci di scuderia: più successo a Sanremo, più serate in giro per la Penisola, più soldi in banca. Insomma: più felicità per tutti. ************************** La Repubblica 28/02/2007 Hanno detto: John Legend: «Non conosco Baudo, ma Sanremo sì. E da vecchio vorrei vivere in Italia» Antonio Cornacchione: «Festival troppo veltroniano Qui amore fa rima con Stalin e Kgb» Scissor Sisters: «Siamo contro ogni forma di censura, ogni limitazione è fascismo» ************************** La Repubblica 28/02/2007 Silvia Fumarola. E sul palco arriva anche Prodi. Così la vera sorpresa è arrivata: molto evocato anche al festival, nella settimana della crisi di governo, Romano Prodi appare sul palco dell´Ariston. Lo ha portato il comico Antonio Cornacchione, che ha puntato tutto il suo intervento sulla situazione politica. Cornacchione si è presentato in versione direttore d´orchestra aggredendo i musicisti, che stonavano l´inno di Forza Italia: «Andate tutti per conto proprio, come il governo Prodi! Tutti comunisti nell´orchestra. Chi ha scelto le canzoni del festival di Sanremo? Veltroni! E infatti amore fa rima con Stalin, Lenin e Kgb. Questo non è Sanremo, è il festival dell´Unità». Poi ha urlato a Pippo Baudo: «Tu hai tradito Silvio, sei diventato filo veltroniano». Implacabile sulla sconfitta al Senato: «Andreotti è amico del Vaticano e ha votato contro Prodi perché gli ha tassato le pere cotte. Ma i numeri non ce li hanno neanche stavolta perché i senatori a vita non lo votano: Rita Levi Montalcini è andata dal parrucchiere e non è ancora tornata, Scalfaro ha la tosse, Pininfarina sta lavando la macchina e De Gregorio costa tanto perché mangia troppo». Anche il ministro Bersani ha avuto i suoi problemi: «Vuole mettere a posto l´Italia. Ma fatti gli affari tuoi. Sai perché Silvio è durato cinque anni? Perché si è fatto gli affari suoi». Poi rivolto a Prodi: «Romano, non hai i numeri, al massimo hai il numero del telefonino di Follini. E voi tutti qui non arriverete a sabato, vi tocca fare il Pippo bis!». «In democrazia si può anche ridere» dice Baudo. A quel punto, il colpo finale: dalla scalinata scende un comico con la maschera del presidente del Consiglio. Roberto Valentino, fa uno spettacolo di imitazioni di politici "Rivisti e scorretti", in cui imita Prodi, Berlusconi, Bossi, (ma anche Totò e i cantanti Vasco Rossi e Biagio Antonacci). Cornacchione «filo Cdl» ha chiesto al finto Prodi di suggellare un patto di coalizione, con una simbolica stretta di parti basse. ************************** La Repubblica 28/02/2007 Antonio Dipollina. Moggi annuncia "Il vincitore sarà Al Bano". Ecco il Festival della centralità, la scommessa furbissima di Baudo: più si sta sul normale, più le deviazioni svaniscono, le canzoncine allegre sembrano capolavori, la telepromozione più brutta del secolo passa senza danni, "Adesso tu" con la Hunziker (una "banca svizzera" secondo Chiambretti che ironizza sul suo compenso) risalta come un´ideona, la pedanetta dei cantanti sembra quella di Discoring ma la scenografia è accattivante, DJ Francesco gorgheggia "La storia siamo noi" e non sembra nemmeno una profanazione. O forse sì. Intorno alle dieci di stamattina si avrà un´idea precisissima dell´umore di Pippo Baudo, L´altra sera quelli de Le Iene lo hanno coinvolto in una scommessa sullo share della prima puntata e lui ha giocato forte sul superamento del 42 per cento. Arriva anche il finto Prodi nell´intervento un po´ caotico di Antonio Cornacchione, che parte bene ma poi si perde nella dimensione festivaliera. Notevole la doppia visione al momento della tirata del comico sul ministro Bersani: nell´esatto momento, il vero Bersani era in primo piano su Raitre a Ballarò impegnato in una lunga concione. Piccole certezze, ma assolute, già dalla prima mezz´ora di Festival. Il ritornello di Mariangela, "Ninna-ò questo amore a chi lo do" è già la più canticchiata d´Italia. Non esattamente con le parole originarie. Silenzio rispettoso di Striscia la Notizia sul Festival di Baudo (e Hunziker). Un decennio fa il solo pensarlo sarebbe stato delirante. "Vincerà Al Bano". Lo dicono in parecchi, ma soprattutto ieri lo ha detto alla radio Luciano Moggi. Dove sono chiusi tutti quelli delle giurie popolari? Girano racconti agghiaccianti su quanto avviene intorno all´Ariston. Tipo: una tavolata al ristorante più cool in zona, Paolo Meneguzzi e contorno di sodali guardano la lista dei vini e puntano dritti sul prezzo. Arrivano in tavola due bottiglie di Sassicaia. Dopo un rapido assaggio (probabilmente con la cannuccia) il prodotto viene giudicato "non buono" e rimpiazzato con parecchie lattine di coca cola. ************************** La Repubblica 28/02/2007 Il CASO. Velvet, brano in discoteca ma La 7 non lo trasmette. ROMA. Retromarcia ieri del Tg de La7 sui Velvet a Sanremo. Alle 20 è stato annunciato un video-scoop sul brano Tutto da rifare: è stato già ballato in una discoteca. Ma il conduttore del Tg La7 ha poi detto che il video non si poteva vedere. Ha mostrato un fax dei legali della casa discografica dei Velvet che diffidava dal trasmettere le immagini: è in corso un procedimento legale per capire che origine hanno. ************************** Corriere della Sera - 28/02/2007 ALDO GRASSO E la satira politica sbarca anche a Sanremo. Il Festival ti stupisce così: entra Michelle Hunziker, facile al riso, ridanciana, miss ridarella e si mette a piangere dall’emozione, le si abbassa la voce mentre canta Eros. E uno dice speriamo siano lacrime vere perché altrimenti, tic tac, bisognerebbe mazzolare gli autori. Ma cosa c’è da emozionarsi a Sanremo? Un Festival con una crisi di governo in corso: non era mai successo (o sì?). Sarà per questo che i soliti interrogativi che da una vita accompagnano la manifestazione (il Festival è lo specchio del Paese? Sono solo canzonette? la nave affonda e l’orchestra suona? La kermesse distrae le masse dalla lotta di classe?) assumono oggi un significato nuovo, quasi inaspettato. Sono persino troppe, infatti, le analogie tra Roma e Sanremo, a cominciare dalla trionfante senilità. Pippo Baudo, anno più anno meno, ha la stessa età di Romano Prodi e di Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini continua a comportarsi da eterno ragazzo come Dario Salvatori, che si tinge i capelli di biondo. Il «negoziatore» Baudo è alla sua dodicesima conduzione e ieri Prodi si è presentato in Senato per discutere i suoi dodici punti «non negoziabili». Per dire che ormai Sanremo è davvero lo Zero Assoluto, l’evento zombie che non tutte le tv possono permettersi, un capitale di spensieratezza conservato intatto. Il Festival ti stupisce così: entra Antonio Cornacchione nelle vesti del militante di centrodestra incavolato per la brutta piega del Paese, la satira politica si fa esplicita, a volte pesantuccia, sicuramente caricaturale, con la stretta agli zebedei di un finto Prodi, insomma un flash dal Bagaglino. Al direttore Fabrizio Del Noce, fedelissimo del Cavaliere, non resta che abbozzare. Riso amaro in prima fila. Ma le emozioni, tu chiamale se vuoi emozioni, dove sono? Siamo seri, il festival di Sanremo non c’entra niente con l’Italia, con il cosiddetto paese reale, con le affinità di governo: è un mondo a parte, autocele ************************** Corriere della Sera - 28/02/2007 Maria Volpe Sanremo satira sdoganata. Che inizio romantico... Mai Festival si è aperto con tanto amore. Michelle Hunziker che attacca «Nato ai bordi di periferia..... E ci sei adesso tu...» firmato Eros. Ovvero Eros Ramazzotti, ex marito, ex (?) grande amore, papà di Aurora, che con quella canzone ha vinto Sanremo nell’86. Michelle si commuove. Non ha cantato bene quei versi, e lo sa. «Mi si è abbassata la voce per l’emozione» sussurra commossa a un Pippo Baudo forte come una quercia. Che la consola. E lei: «Sì, perché c’è una cosa che ho fatto bene nella mia vita e l’ho fatta con quell’uomo e lo ringrazio». Applausi. Parte così la cinquantasettesima edizione del Festival di Sanremo, in eurovisione, su Raiuno. Con quella nota romantica e con un lungo monologo di satira politica: protagonista Cornacchione il comico che impersona il fedele elettore di Forza Italia. Un lungo sketch con battute sul governo, sulla crisi del centrosinistra, per finire con l’ingresso di un finto Prodi, in stile Bagaglino. Dunque – per la precisione – la serata era cominciata con Pippo che scende le scale, la grande scala del palco del Teatro Ariston, simbolo di nostalgia, tra stelline d’argento e neon blu. Anche lui un po’ commosso (ma non lo mostra). Entra Michelle, capelli raccolti, frangetta sul viso, trucco leggero, vestita Valentino: un abito dorato, che lascia le spalle scoperte, un grande fiocco davanti. L’abito è assai elegante, anche se fa un po’ Ferrero Rocher ... Ma lei se lo può permettere. Fa due grandi respiri, scoppia quasi a piangere per l’emozione (ma qualcuno sospetta siano lacrime finte). Pippo, nel dubbio, pronto, l’incoraggia. Quando partono le canzoni, rientrano nei ranghi: due professionisti che hanno un buon feeling tra loro e dedicano tempo e spazio nel presentare i cantanti e le loro storie. Prima nota – non stonata – ma ironica arriva con Chiambretti, conduttore del Dopofestival, collegato dalla sala stampa: «Tu mi hai sempre detto, torna in Rai, siamo tra noi, tutti di sinistra. Torno e trac, mi giro non c’è più il governo, manco un comunista». Ma il coté politico è tutto del «maestro» Cornacchione che dirige l’orchestra sulle note di Forza Italia. D’improvviso la musica cessa. Lui urla: «E’ un sabotaggio, orchestra di comunisti. Ognuno va per conto suo, come il governo Prodi. E il maestro Caruso è un no global». Dà stoccate a destra e a sinistra. Urla: « il festival dell’ Unità. Sapete chi ha scelto le canzoni? Veltroni. Queste sono canzonette di sinistra dove amore fa rima con Stalin e Kgb». Si rivolge al pubblico: «Tutti voltagabbana, tu no Fabrizio (Del Noce, direttore di Raiuno) sei rimasto dei nostri. Con tutto quello che Silvio ha fatto per te...». E’ un fiume in piena. «Anche tu Pippo hai chiamato i senatori a vita: Milva, Albano, Dorelli. Non arrivi a sabato. Si farà il Pippo bis». Fin qui è il miglior Cornacchione: poi entra l’ospite (tale Roberto Valentino) con maschera di Prodi in volto e andatura ingessata. La gag è lenta. Torna la musica, torna il Sanremo che ha voluto Pippo. Liscio come l’olio. Si passa in sala stampa, c’è il Dopofestival alle 24.47. Chiambretti pensava peggio. Si apre cantando «Donna Rosa», si capisce che questa prima puntata ha un unico grande eroe: Pippo. Chiambretti ricorda Gloria Pozzi, la collega del Corriere della Sera, scomparsa a 49 anni, una settimana fa; un grande applauso commosso per lei che aveva seguito con passione molti e molti Festival. All’una entrano i cantanti. Milva parte subito con una piccola polemica: «Sono un po’ arrabbiata con Cornacchione per la presa in giro del nostro Presidente Prodi». L’ambiente comincia a scaldarsi. Arriva Baudo che ammette: «L’intervento di Cornacchione è stato troppo lungo»". «La temperatura sale» auspica Chiambretti. Si fa notte e si discute... La rassegna si è aperta con Pippo commosso che scendeva le scale ************************** Corriere della Sera - 28/02/2007 Maria Volpe Già in discoteca i Velvet: denuncia «contro ignoti». Già da tempo i brani scaricabili su Internet prima dell’esibizione al Festival gettano un’ombra su Sanremo. Tanto che l’anno prossimo verrà cambiato il Regolamento sulla questione dei brani inediti. Intanto quest’anno ogni momento si rincorrono canzoni già ascoltate da qualche parte. Quello che riguarda la boyband dei Velvet però è curioso. C’è un video che documenta che «Tutto da rifare», il brano della band in gara stasera nella categoria «campioni», è stato già ballato in una discoteca della capitale. L’avrebbe dovuto trasmettere in esclusiva il Tg La7 delle 20 di ieri, ma un fax della casa discografica Universal ha bloccato tutto, precisando che «è in corso un procedimento penale volto a delineare la responsabilità degli ignoti che si sono indebitamente impossessati di tale video e che lo hanno illecitamente riprodotto e diffuso». A questo punto, invece che cercare il video si fa prima ad aspettare l’esibizione di stasera.