La Stampa 25-28/2/2007, 28 febbraio 2007
Nell’anno del ventennale della Lucky Red, l’attore Andrea Occhipinti, ora amministratore unico della società cinematografica, compie cinquant’anni (il 12 settembre)
Nell’anno del ventennale della Lucky Red, l’attore Andrea Occhipinti, ora amministratore unico della società cinematografica, compie cinquant’anni (il 12 settembre). Ultimi successi aziendali: l’aggiudicazione dei diritti di due film cinesi, Il matrimonio di Tuya, Orso d’oro al Festival di Berlino, e Still Life, Leone d’oro a Venezia. Ha iniziato la carriera televisiva girando alcuni spot pubblicitari («Ero un bel ragazzo, avevo voglia di indipendenza e scoprii che guadagnare un po’ di soldi facendo spot era abbastanza facile»), e subito dopo la miniserie Quaderno Proibito. Nello sceneggiato Rai La Certosa di Parma, interpreta la parte di Fabrizio Del Dongo, diventando sex symbol. Ruolo che lo infastidisce, perché essendo gay deve nasconderlo per non perdere credibilità sullo schermo. Cionostante non si è mai sentito a disagio a girare scene d’amore con le attrici («Un attore può fare qualunque cosa. Marcello Mastroianni interpretò un omosessuale in Una giornata particolare, gli chiedevano come facesse. Lui rispondeva: ”Io non ho mai ammazzato nessuno, eppure se al cinema faccio un assassino la cosa non provoca stupore”»). La svolta della sua carriera, il film Bolero, coprotagonista Bo Derek (clima della lavorazione pessimo, tanto che lui se ne va dopo l’anteprima del film senza nemmeno salutare Bo Derek, e suo marito John, il regista). Il suo sogno: recitare sotto la regia di Pedro Almodóvar. Quanto all’edizione di Sanremo del 1991, condotto insieme a Edwige Fenech: «Accettai di presentare Sanremo perché pagavano benissimo».