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 2007  febbraio 28 Mercoledì calendario

CATANIA


«E’ spaventoso, gigantesco il consumo di cocaina in Italia». E’ passato un mese dall’allarme lanciato a Napoli da Giuliano Amato. «Non si può chiedere alle forze dell’ordine di contrastare il traffico di droga - aveva detto il ministro dell’Interno - se c’è una domanda che viene dalle famiglie, da giovani e adulti, se la nostra collettività esprime una domanda di cocaina così spaventosa».
Il kit per farsi una pista di coca è in libera vendita nelle tabaccherie. Non possiamo al momento fornire dati esatti sulla diffusione del prezioso gadget sull’intero territorio nazionale, non sappiamo infatti quante botteghe di prodotti da fumo e affini ne siano fornite, ma possiamo dire con certezza che, fino al pomeriggio di ieri, tre o quattro confezioni del nécessaire per il perfetto sniffatore erano tranquillamente esposte in una raffinata rivendita di tabacchi in un centralissimo corso di Catania, a un passo dalla zona dello shopping cittadino di fascia alta, ma, soprattutto, a poche centinaia di metri in linea d’aria dal Tribunale.
A segnalarcela è stato un perplesso cliente che era andato a giocarsi la schedina e aveva buttato gli occhi su quelle strane confezioni esposte tra la più tradizionale oggettistica da fumatore.
Si tratta di un nécessaire, anche molto di gusto, che si può abbinare con qualsiasi tipo d’arredamento e non sfigura affatto nella libreria del salotto, tra le cornici argentate e i posacenere di porcellana. Comprende un grazioso bilancino in metallo trattato a ottone e completo di pesini di varie misure. E’ contenuto in una pregevole scatola di legno trattato radica, con chiusura a clip e interno imbottito in morbido vellutino di un bel blu di Prussia, utile a individuare subito eventuali preziosi residui di polvere bianca caduta durante la pesatura. In più, la confezione comprende una piccola e anonima pochette pieghevole dello stesso colore blu.
Il kit si apre a portafoglio e contiene un razionale e ben disegnato completo per la stesura delle piste e la successiva aspirazione nasale. Un vassoietto di metallo lucidato a specchio con piccolo bordo per evitare lo straripamento, una boccetta con dosatore per il trasporto, una lametta inox per la compattazione delle righe, una spatolina per la raccolta e una cannula metallica ergonomica per un’assunzione comoda e igienica.
Non avremmo naturalmente potuto verificare la qualità del prodotto se il nostro fotografo, con la scusa di un pacchetto di sigarette, non ne avesse acquistato uno pagandolo la cifra, in fondo non esosa, di 50 euro. Naturalmente per quell’articolo non è stato rilasciato alcuno scontrino, lui si è limitato ad indicarlo e gli addetti, discretamente, glielo hanno tirato fuori dalla vetrinetta in cui era esposto.
Il titolare della tabaccheria, raggiunto in seguito da un nostro collega, ha negato di fronte ad ogni evidenza di averne appena venduto uno, facendogli pure capire - a buon intenditor poche parole - che non era il caso di insistere.
Possiamo anche comprenderlo, in fondo. Non è certo quella una cosetta che si può tenere esposta a cuor leggero, anche se finora nessuno, pare, se ne era accorto. E’ pur vero che tutti sanno quanto ormai i fiumi italiani trasportino più cocaina che nel resto d’Europa, ma rimane fisso il mistero sull’identità di quel genio dell’imprenditoria che, di fronte a tanta offerta, abbia pensato di fornire un servizio extra ai cocainomani, un oggetto di raffinata distinzione per quelli a cui dovesse sembrare banale la classica sniffata con i venti euro arrotolati o, volgarità delle volgarità, con la triste cannuccia della biro.