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 2007  febbraio 28 Mercoledì calendario

LAGAN FORTUGNO Maria Grazia Locri (Reggio Calabria) 17 maggio 1959. Medico. Politico. Vedova di Francesco Fortugno (15 settembre 1951-16 ottobre 2005), vice presidente del Consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri in un seggio allestito per le primarie dell’Unione

LAGAN FORTUGNO Maria Grazia Locri (Reggio Calabria) 17 maggio 1959. Medico. Politico. Vedova di Francesco Fortugno (15 settembre 1951-16 ottobre 2005), vice presidente del Consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri in un seggio allestito per le primarie dell’Unione. Nel 2006 e 2008 eletta alla Camera (Ulivo, Pd) • «[...] è indagata dalla Dda di Reggio Calabria, per una vicenda che risalirebbe al periodo in cui era vicedirettore sanitario dell’azienda sanitaria locrese. [...] Il nome della Laganà è emerso nel contesto di una ”truffa ai danni dello Stato” che sarebbe avvenuta nel 2005 prima dell’omicidio del marito e precedente allo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’Asl di Locri. L’ospedale è infatti commissariato dal marzo del 2006, per una decisione assunta dal Consiglio dei ministri a seguito di una relazione redatta da una commissione d’accesso guidata dall’ex prefetto di Vibo Valentia Paola Basitone. [...] La fornitura di farmaci nel mirino degli investigatori non avrebbe però, prodotto alcun esborso finanziario da parte dell’azienda. E questo in quanto l’Asl non avrebbe accettato la fornitura stessa. [...] L’avviso di garanzia è stato notificato dalla Guardia di Finanza, su mandato della Dda di Reggio Calabria. Stessa procura che sta indagando sull’omicidio di Francesco Fortugno e contro la quale, la parlamentare della Margherita ha più volte espresso perplessità rispetto alla conduzione delle indagini. La Laganà nei mesi scorsi aveva infatti affermato che l’inchiesta ”non ha approfondito come dovuto il contesto politico” nel quale è avvenuto all’assassinio del marito. Ed a questo proposito in estate aveva chiesto al procuratore nazionale dell’antimafia Piero Grasso che dell’inchiesta si occupasse direttamente la Dna. Per l’avvocato Sergio Laganà legale della famiglia Fortugno, la parlamentare ”non ha mai firmato alcun acquisto di farmaci o attrezzature per l’ospedale, anche perché non avrebbe potuto farlo”. E questo ”in considerazione del fatto che non aveva ottenuto la qualifica di dirigente aziendale”» (Giuseppe Baldessarro, ”la Repubblica” 28/2/2007) • «[...] Sono indignata, arrabbiata. Se potessi romperei ogni cosa [...] proprio vero, quando si alza la voce per chiedere verità e giustizia, cercano sempre di metterti a tacere. Qualcuno sta facendo un gioco sporco. Non vorrei che anche in questa vicenda, come si ipotizza per l’uccisione di mio marito, ci siano di mezzo i poteri forti e deviati [...]» (Ca. Ma., ”Corriere della Sera” 28/2/2007).