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 2007  febbraio 28 Mercoledì calendario

Colleoni Aldo

• Bergamo 26 settembre 1946 • «[...] ”Eccellentissimo professor” [...] fatto rientrare dalla Mongolia in Italia, da dove non s’era mai stabilmente allontanato, grazie alla legge sul rientro dei cervelli. [...] Usando la legge varata per spingere al ritorno mezzo migliaio di giovani scienziati e ricercatori finiti a lavorare all’estero, l’Università di Macerata affida una cattedra a un giovane triestino sessantenne, Aldo Colleoni, che da anni va e viene dalla Mongolia, dove ha raffreddato nelle gelide steppe gli antichi bollori sessantottini. Dello stipendio, in base alla normativa citata, si farà carico per il 95% lo Stato. Secondo il rettore dell’ateneo marchigiano Roberto Sani, il primo a battersi fortissimamente per il nuovo acquisto, il neo-docente ha tutte le carte in regola. A partire dalla ”idoneità accademica di pari livello conseguita all’estero in istituzioni di alta qualificazione”. E dove l’ha guadagnato, questo pezzo di carta essenziale per i pignolissimi membri del Cun (il Consiglio Universitario Nazionale) per i quali è più importante essere docente ordinario a Campagnalupia che assistente ad Harvard? In Mongolia. Lo dice un pezzo di carta con scritto sopra ”University Zokhiomj” di Ulaanbaatar che certifica come Colleoni abbia insegnato lì ”as ordinary regular teacher”. E chi certifica (al di là delle sottigliezze sulla parola ”ordinary” che in inglese non significa affatto ”professore ordinario” come inteso da noi) che quel documento sia veritiero? Sempre lui, Colleoni, nella veste di Console Onorario di Mongolia a Trieste. Ma non basta. Scava scava, e siamo alle puntate successive, il Secolo XIX trova la conferma ai sospetti: la ”University Zokhiomj” non esiste. ”Diamo lezioni di management, giornalismo, economia e arte”, spiega al giornale una docente dell’istituto, ”ma non siamo un’università”. E salta fuori che l’ateneo di Macerata ci teneva tanto, a prendere Colleoni, che già prima aveva raggiunto una convenzione con una società che si impegnava a investire, su quella cattedra, la bellezza di 800 mila euro. Una società seria? Ma certo! Fondata con un capitale minimo dieci giorni dopo (dopo!) la firma dell’accordo. Sulla faccenda [...] il ministro Fabio Mussi ha aperto un’inchiesta. [...]» (Gian Antonio Stella, ”Corriere della Sera” 28/2/2007) • «[...] Sulla Mongolia, della quale si innamorò dopo i fuochi giovanili sessantottini, Colleoni sa molto. Ha cominciato ad andarci, spiega, nel 1975, ”dopo la prima laurea, o dopo la seconda”. Sul Paese di Gengis Khan ha scritto una guida turistica, una raccolta di poesie, un manuale di economia. Ha portato a Trieste ministri e autorità mongole e in Mongolia autorità e imprenditori triestini. Rappresenta da anni il grande stato delle steppe in Italia ed è riuscito addirittura a far firmare un protocollo d’intesa in base al quale la città di San Giusto ospiterà un Registro Navale e (udite udite) una flotta di navi mongole. Il che, per un Paese piantato in mezzo all’Asia a oltre un migliaio di chilometri dal mare più vicino, equivale a una scommessa da capogiro. Insomma, diamo pure per scontato che il neodocente, sul suo, sia ferratissimo. Ma la domanda è un’altra: serviva a questo, la legge sul rientro dei cervelli? A riportare in Italia un anziano signore che, tra un viaggio e l’altro, ha sempre vissuto a Trieste?» (Gian Antonio Stella, ”Corriere della Sera” 30/1/2007).