Varie, 28 febbraio 2007
BA Patrizio Mayriez
BA Patrizio Mayriez Fribourg (Svizzera) 14 febbraio 1972. Cantante. Ha partecipato al Festival di Sanremo 2007: «’Pensavo che la canzone fosse inferiore alla musica classica. Mi ha fatto cambiare idea Mogol che mi ha fatto conoscere Battisti”. Un sacerdote del pop ha aperto la strada di Sanremo a Patrizio Baù, diploma al Conservatorio e insegnante di musica in una scuola media di Marolo di Torri di Quartesolo, provincia di Vicenza. Un sacerdote vero, il vescovo di Ventimiglia Alberto Maria Careggio, gli ha aperto quella delle polemiche. Il porporato ha annunciato [...] ”imbarazzo” per il testo di Peccati di gola, un gioco fra piaceri della tavola e quelli della carne: ”Un modello negativo, fatto da un professore poi...”. Replica serenamente Patrizio: ”Se non mi sono posto il problema non è per ignoranza, ma perché non percepisco un pericolo”. E aggiunge: ”La lettura del testo fuori dal contesto può portare a interpretazioni dettate da timore, ma chi ci vede messaggi immorali è definito dal suo immaginario. Non canto in maniera avida, non esprimo assatanamento. Dico che l’amore è anche fisicità: è un testo monello”. [...] sposato e con un bimbo, Baù è nato in Svizzera. Papà era emigrato per lavoro e, quando Patrizio aveva 3 anni, sono tornati nel vicentino. Da ragazzino giocava a calcio, ”ala sinistra prodiga di assist”. La sua passione è ”la nazionale francese, quella di Platini mi è rimasta dentro”. E la finale mondiale? ”Ero combattuto: sono italiano, ma mamma è francese”. Come la zia, cantante lirica famosa oltralpe che gli ha attaccato ”la passione per la musica operistica e impressionistica, intensa e affascinante”. Così Patrizio si iscrive al Conservatorio e si diploma in chitarra. A 16 anni inizia a insegnarla. ”Mi sono avvicinato alle canzoni grazie ai miei allievi. Se uno voleva imparare Vasco per fare colpo su una ragazza lo assecondavo”, racconta. Oltre a Debussy, adesso ama Pat Metheny, Ed Harcourt, Blur e Gorillaz. Invidia i colleghi inglesi perché ”da noi si punta solo su melodia e bel canto”. [...] Dalla scuola all’Ariston. Che le hanno detto? ”I ragazzi hanno accolto la notizia con stupore, ma vorrei capissero che le persone in tv sono come in strada”» (Andrea Laffranchi, ”Corriere della Sera” 28/2/2007).