giornali, 28 febbraio 2007
Fortunato Brosco di anni 48, la convivente Maria Pandullo di anni 41 e la figlia di lei Sara, 13 anni
Fortunato Brosco di anni 48, la convivente Maria Pandullo di anni 41 e la figlia di lei Sara, 13 anni. Quattro anni fa la bimba undicenne del Brosco bruciò viva accendendo con l’alcol il caminetto di casa, lui pazzo di dolore abbandonò la moglie, il resto della prole e il paesino natiò di Roccamonfina, andò a vivere in Emilia, lì conobbe la milanese Pandullo e dopo qualche tempo la convinse a trasferirsi nel casertano. Laggiù però le cose andavano male, lui coi lavoretti da muratore faticava a mettere assieme il pranzo con la cena, Sara lontana dal suo mondo si faceva ogni giorno più musona, la mamma ne soffriva, insomma erano tutti nervosi e in casa si litigava di continuo. Domenica scorsa Brosco pensò di rassenerare gli animi con un gita a Formia, la giornata si svolse invece tra lacrime, rimproveri e singhiozzi, in serata erano tutti e tre nella Citroen 807 parcheggiata sul molo, il muso puntato verso il mare, quando d’un tratto s’udì una voce di donna che gridava «aiuto, aiuto, aiuto», poi «no, no, no». Il muratore, bloccate le portiere, infilò la prima sgommando e lanciò in acqua l’auto che in pochi istanti s’inabissò. Tre quindicenni che avevano visto tutto chiamarono la polizia, un agente che passava lì vicino si tuffò in mare senza poter aprire le portiere, i sommozzatori che recuperarono i corpi trovarono la fanciulla con le mani appiccicate al vetro posteriore e la mamma che stringeva l’ombrello con cui invano aveva tentato di spaccare il finestrino. Alle 8 di sera di domenica 24 febbraio a Formia, sulla banchina di molo Azzurra dove attraccano i traghetti e gli aliscafi.