Libero 27/02/2007, pag.47, 27 febbraio 2007
Una leggenda metropolitana creata ad arte. Libero 27 febbraio 2007. Se la leggenda manca si può sempre crearla
Una leggenda metropolitana creata ad arte. Libero 27 febbraio 2007. Se la leggenda manca si può sempre crearla. Così ha fatto Federico Moccia che adesso confessa di aver attaccato lui il primo lucchetto sul lampione di Ponte Milvio, «il giorno prima dell’uscita di "Ho voglia di te" affinché i lettori non arrivassero lì e fossero delusi». Lo scrittore stava componendo la sua seconda fatica e gli serviva un luogo dove ambientare una scena tra i protagonsti Step e Gin. «Allora ho chiesto a mia zia se a Roma esistesse un posto tipo la bocca della verità, tipo il balcone di Giulietta a Verona, che nascondesse una storia sul tema dell’amore», ricorda l’autore di "Tre metri sopra il cielo". «Mia zia mi disse che a Roma non ne aveva mai sentito parlare e così pensai di ambientare il tutto uno spazio che mi piaceva, molto suggestivo, a Ponte Milvio. Poi il resto, anche grazie al video girato da Tiziano Ferro, lo hanno fatto le coppie di innamorati». Oggi il ponte capitolino è una sorta di altare pagano in onore dell’amore. Tra le statue dell’Immacolata e di S.Giovanni Nepomuceno, spunta il palo di ghisa, ormai interamente sommerso da catene, catenelle e lucchetti di ogni genere. Iniziali, nomi, promesse d’amore, si confondono tra i meccanismi luccicanti di ferro e acciaio. Talmente numerosi, che ormai ogni aggancio, appiglio e spuntone del ponte è diventato surrogato del palo.