Sergio Romano, Corriere della Sera 25/2/2007, 25 febbraio 2007
Sto organizzando un viaggio a San Pietroburgo via terra. Vorrei passare per Kaliningrad (Königsberg), l’enclave russa nell’Unione Europea
Sto organizzando un viaggio a San Pietroburgo via terra. Vorrei passare per Kaliningrad (Königsberg), l’enclave russa nell’Unione Europea. Che cosa pensa di questa stranezza geopolitica? Natalie Paav nataliepaav@ yahoo.com Cara Signora, sono stato a Kaliningrad qualche mese fa e posso dirle che troverà una simpatica città, un porto abbastanza attivo, un contado ricco di campi coltivati e di piccoli boschi, una bella costa, cittadine che si affacciano sul Baltico e attraggono i turisti con la grazia borghese dell’epoca tedesca. Ma nel capoluogo, ribattezzato in onore di Michail Ivanovic Kalinin, esponente bolscevico della prima ora, lei troverà poche tracce di Königsberg, la città fondata nel 1255 da Ottokar II, re di Boemia, e conquistata più tardi dai cavalieri teutonici. Vi è ancora la vecchia cattedrale luterana, in corso di restauro, la tomba di Immanuel Kant appoggiata all’esterno dell’abside, una statua del filosofo di fronte all’università, costruita dopo la guerra in stile sovietico, un pezzo del vecchio castello e qualche avanzo architettonico di non grande importanza. Peccato. Quando Kant vi passeggiava ogni giorno con una puntualità che permetteva ai suoi concittadini di regolare i loro orologi sui passi del filosofo, Königsberg era una ricca e bella città di mercanti, armatori e borghesi illuminati: uno dei molti gioielli urbani che i tedeschi avevano costruito sulle sponde del Mar Baltico, da Lubecca a Tallinn. Ma la battaglia scatenata dall’Armata Rossa nel gennaio del 1945 distrusse buona parte della città, e ciò che restò in piedi venne eliminato dagli occupanti quando decisero di cancellare ogni segno dell’antica presenza prussiana. L’annessione segnò il punto più avanzato della espansione sovietica nel Baltico verso occidente. Ma il distretto di Kaliningrad confinava allora con una repubblica sovietica, la Lituania, ed era quindi unito all’Urss da una continuità territoriale. Oggi, dopo la disgregazione dello Stato sovietico e la riapparizione dello Stato lituano, fagocitato dai sovietici nel 1940, Kalingingrad è un’enclave russa all’interno dell’Unione Europea. Una stranezza geopolitica, come lei osserva nella sua lettera? Posso soltanto dirle che Vladimir Putin, con una mossa azzardata ma intelligente, ha deciso di celebrare il 750˚ anniversario della fondazione di Königsberg convocando nel 2005, in una cittadina balneare accanto a Kaliningrad, un vertice francorusso tedesco con la presenza di Jacques Chirac e Gerhard Schröder. Per il cancelliere tedesco dovette trattarsi di una esperienza sgradevole, ma non poté negare questo favore all’amico Putin e si trasse d’imbarazzo dichiarando nel corso di una conferenza stampa che i tedeschi, pur non intendendo rimettere in discussione i risultati della guerra, non avrebbero mai cancellato dalla loro memoria il nome di Königsberg. Qualcuno si chiese se Putin non avesse commesso un madornale errore di gusto. Ma il presidente russo si era proposto alcuni obiettivi. In primo luogo voleva far sapere al mondo che la Russia non avrebbe mai rinunciato a quel pezzo di territorio conquistato durante la Grande guerra patriottica. In secondo luogo voleva che il cancelliere tedesco, con la sua presenza, riconoscesse il fatto compiuto. E in terzo luogo, infine, voleva fare di Kaliningrad e del suo distretto la più europea delle province russe. Da allora, incoraggiata da Putin, Kaliningrad ha cominciato a ripulirsi della sua immagine tristemente comunista e a divenire russo- tedesca. da poco terminata la ricostruzione di una porta delle vecchie mura. quasi terminato il restauro della grande cattedrale luterana. Qualcuno pensa di ricostruire il vecchio castello. Vi sono piccoli musei dedicati alla storia del borgo medioevale, alle sue mura, alla civiltà del Baltico, alla cultura domestica della Prussia orientale. E vi è una Casa russo-tedesca dove si organizzano programmi musicali per bambini e pantomime ispirate dai racconti del barone di Münchhausen. Ancora un particolare che aggiungerà al suo viaggio una nota italiana. I tram di cui si servirà per visitare Kaliningrad giravano per Milano prima che il sindaco Albertini e l’assessore alla Cultura Salvatore Carrubba ne facessero dono alla nuova Königsberg.