Paola Pollo, Corriere della Sera 25/2/2007, 25 febbraio 2007
colpa dei grandi fotografi della moda se le indossatrici hanno sempre lo sguardo accigliato o inespressivo: se decidono che va l’immagine della donna emaciata, tormentata, aggressiva così sarà anche sulle passerelle
colpa dei grandi fotografi della moda se le indossatrici hanno sempre lo sguardo accigliato o inespressivo: se decidono che va l’immagine della donna emaciata, tormentata, aggressiva così sarà anche sulle passerelle. Nei back stage delle sfilate in effetti sono appesi cartelli con le raccomandazioni per andare in scena: «Sii aggressiva. Tu sei irraggiungibile. Stendili senza sorridere, mai». Oppure tassativo: «Non sorridere!», «Determinazione». Isabel, 22 anni, brasiliana di San Paolo, bionda, occhi verdi, racconta: «Perché siamo così serie quando sfiliamo? Ce lo chiedono, anzi ce lo ordinano. Vietata la ben che minima allegria: bocca chiusa, sguardo fisso e via andare. Anch’io quando poi mi vedo nelle foto quasi non mi riconosco. Sfido che poi dicono che sembriamo tutte delle tristi anoressiche. Se poi porto i giornali a mia madre, lei si spaventa e pensa che quando sto fuori sono triste, non mangio, mi trascuro, deperisco». Graeme Black, stilista di Ferragamo, spiega: «Le modelle che ancheggiavano, ridevano è roba anni Ottanta. E poi c’è la storia dei tacchi. Le ragazze ne sono ossessionate. il loro incubo, da due anni a questa parte, da quando sono arrivati a ben oltre i dieci centimetri: sono così concentrate sul ”non cadere” che non pensano ad altro».