giornali, 25 febbraio 2007
Yedaye Mourad, di anni 35. Tunisino, nullafacente e ubriacone, in Lombardia da quattro anni senza permesso di soggiorno, arrestato per furto, rapina e resistenza a pubblico ufficiale, fuori di galera dallo scorso agosto per via dell’indulto, fidanzato con la venticinquenne Monica Caccia che due anni fa gli aveva dato un bambino
Yedaye Mourad, di anni 35. Tunisino, nullafacente e ubriacone, in Lombardia da quattro anni senza permesso di soggiorno, arrestato per furto, rapina e resistenza a pubblico ufficiale, fuori di galera dallo scorso agosto per via dell’indulto, fidanzato con la venticinquenne Monica Caccia che due anni fa gli aveva dato un bambino. La famigliola abitava nella cascina malandata del padre di lei Giuseppe, 54 anni, «buono tranquillo e riflessivo», un passato pieno di dolori: una figlia gli morì in un incidente la vigilia di Natale di undici anni fa, il suo matrimonio naufragò, la piccola tessitura di cui era titolare con l’ex moglie andò in malora. Per riscattare la casa «lavorava come un dannato» da operaio, tutta la settimana, nelle viscere delle montagne svizzere al cantiere del tunnel ferroviario nel Canton Ticino e «doveva mantenere quel genero che gli prendeva pure a botte la figlia». Venerdì notte Mourad rincasò a notte fonda come al solito ubriaco, prese a picchiare alla porta gridando «vi ammazzo tutti», quindi sfidò il Caccia, «sparami, se hai il coraggio» e l’altro gli sparò davvero: due colpi di fucile calibro 12, al petto e alla spalla. Tra venerdì 23 e sbato 24 febbraio, poco prima delle due di notte, in una cascina nel bosco in via Filatoio a Camnago Faloppio, nel Comasco.