Michele Serra, la Repubblica 24/2/2007, 24 febbraio 2007
Non so se abbia ragione il New York Times, secondo il quale la moda italiana è diventata molto burina
Non so se abbia ragione il New York Times, secondo il quale la moda italiana è diventata molto burina. A me (con qualche illustre eccezione) pare burina da sempre, dunque non faccio testo. Piuttosto, passando quasi ogni giorno davanti alla ex Ansaldo (enorme fabbrica dimessa, ora tempio dello stilismo assiro-milanese), contemplo metà divertito, metà sgomento l´incredibile fatiscenza dell´edificio, che ha l´intonaco scrostato, i cornicioni sbrecciati, i vetri rotti e l´aspetto complessivo di un´immensa salma alla quale nessuno ha ancora provveduto a dare una degna sepoltura. In compenso, questo monumento all´odio che Milano nutre per se stessa, le sue strade, le sue facciate, è ridicolmente agghindato con enormi pensiline di cartapesta, festoni, installazioni molto fashion concepite da fresconi molto trendy. L´effetto, dice un mio amico abbastanza volgare ma molto intelligente, è quello di "un cadavere con una carota nel culo". Volendo essere più indulgenti, il colpo d´occhio è di una corposa decadenza travestita da qualcos´altro. Un vuoto, un buco, un nulla attorno al quale un febbrile popolo di lillipuziani solerti ha costruito un impero del fronzolo. Che la moda sia o non sia burina è l´ultimo dei problemi, in fondo. Bisognerebbe prima riparare i vetri e rifare i cornicioni. Poi se ne può discutere.