Nino Materi, il Giornale 19/2/2007, pagina 15., 19 febbraio 2007
Ecco i dati di un’indagine condotta su 1.000 tra ragazze e ragazzi italiani d’età compresa fra i 15 e i 30 anni
Ecco i dati di un’indagine condotta su 1.000 tra ragazze e ragazzi italiani d’età compresa fra i 15 e i 30 anni. Il 26 per cento dice di bere "sempre" quando si trova in compagnia degli amici e il 47% di farlo spesso; solo il 13% risponde "qualche volta" e appena l’8% dice "mai". In crescita la propensione all’alcool tra le ragazze, il 29 per cento delle quali dice di preferire cocktail e superalcolici al posto di birra e vino. Ci sono un milione di baby-alcolisti (un dato che comprende la fascia d’età tra i 12 e i 16 anni): un numero che aumenta di circa 20mila unità all’anno e che si incrementa ulteriormente quando l’età sale dai 18 ai 24 anni. Secondo il World health report dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’alcol provoca direttamente o indirettamente il 10% di tutte le malattie, il 10% dei tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, ma anche il 41% degli omicidi e il 45% degli incidenti, il 9% delle invalidità e delle malattie croniche. L’Oms indica inoltre che i costi annuali, sociali e sanitari, sostenuti a causa di problemi collegati all’alcol, sono pari al 2-5% del prodotto interno lordo; la stima elaborata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) sul Pil nazionale del 2003 (1.324 miliardi di euro) indica in circa 40 miliardi di euro annui tali costi. Nell’intera Europa un giovane su quattro tra i 15 e i 29 anni muore a causa dell’alcol che rappresenta, anche in Italia, il primo fattore di rischio di invalidità, mortalità prematura e malattia cronica tra i giovani.