giornali, 23 febbraio 2007
Concetta Barbagallo, 55 anni. Infermiera all’ospedale Garibaldi di Catania, sposata, due figli, «irreprensibile», «attenta e scrupolosa nella professione e legatissima alla sua famiglia», qualche tempo fa aveva dato a vicino di casa Gianluca De Mari, 35 anni, suo inquilino e agente immobiliare, 12 mila euro da investire nell’acquisto di una casa all’asta
Concetta Barbagallo, 55 anni. Infermiera all’ospedale Garibaldi di Catania, sposata, due figli, «irreprensibile», «attenta e scrupolosa nella professione e legatissima alla sua famiglia», qualche tempo fa aveva dato a vicino di casa Gianluca De Mari, 35 anni, suo inquilino e agente immobiliare, 12 mila euro da investire nell’acquisto di una casa all’asta. Siccome la faccenda non andava in porto, la Barbagallo più volte disse al De Mari che voleva indietro i suoi denari. Quello non le dava retta, lei martedì scorso pretese d’incontrarlo, i due litigarono di brutto in casa di lui, d’un tratto l’uomo le saltò addosso e la strangolò. Dopo qualche ora ebbe l’idea di infilare il cadavere in una valigia che poi gettò in burrone di pietra lavica alle pendici dell’Etna. Il marito dell’infermiera vide De Mari che trascinava fuori di casa un trolley grosso e senza ruote, ma «mai avrei pensato che lì dentro ci fosse mia moglie». Pomeriggio di mercoledì 21 febbraio a Catania, in territorio Belpasso.