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 2007  febbraio 22 Giovedì calendario

CUCCIA

CUCCIA Paolo Roma 14 settembre 1953. Manager. Exresidente di Eur Spa, ex ad di Acea. Proprietario del Gambero rosso (dall’autunno 2007) • «Paolo ”beautiful” Cuccia, ossia l’arte delle pubbliche relazioni. Dalla Bocconi (master nel 1980) a Capitalia passando per le amicizie giuste e un innata capacità di tessere la sua tela fatta di grande professionalità e determinata ambizione. La prima volta che ci si è accorti veramente di lui è stato per la rielezione a sindaco di Francesco Rutelli, quando come colpo di marketing venne inventata la lista cittadina trasversale che teneva dalla papalina Alessandra Borghese alla campionessa di nuoto Novella Calligaris. Tutti accomunati da qualità mondane ed estetiche, la lista ”beautiful”, appunto, come la soap opera. E tra loro, anzi il numero uno della lista, c’era anche lui, l’ingegnere-manager Paolo Cuccia. Segni particolari: compagno di liceo del bicandidato sindaco, grande esperienza nelle banche (Banca di Roma e Bna) e una moglie, Emanuela, alleata nella scalata ai salotti buoni della politica e della finanza. Il gradino decisivo per la sua carriera l’ingegnere lo sale quando Rutelli lo nomina, pochi mesi dopo il successo delle elezioni e della lista Beautiful, amministratore delegato dell’Acea. Poltrona che rimane salda sotto il suo potere dal 1998 al 2003 quando Walter Veltroni, decide di fare tabula rasa dell’era Rutelli e ripesca dal cappello dei boiardi di Stato il nome di Fabiano Fabiani. Problemi di simpatie, certo, di ricambio, ma non ha giovato la controversa avventura nella telefonia, con l’asta dei telefonini Umts, voluta dall’amministratore delegato dell’azienda capitolina dell’acqua. Così per l’ingegnere si apre un periodo di limbo, con incarichi di molta facciata e poco potere. Presidente di Eur spa e country manager di Abn Amro, banca olandese che con la conquista di Antoveneta ha acquistato ancora maggior peso nel risiko bancario italiano. questo il secondo colpo di fortuna nella carriera Cuccia che si ritrova improvvisamente in un ruolo chiave. Ricomincia così a 54 anni la corsa verso il potere di Paolo Cuccia che una volta si è definito ”cipolla”, ossia generalista a chi gli chiedeva quale doveva essere il percorso di un professionista per arrivare a ricoprire una posizione come la sua. Lui spiegò che occorreva capire la propria indole prima di fare una scelta di carriera, se si è ”carota”, cioè specialisti, o, appunto, ”cipolla”. E chissà se con la definizione ”cipolla” abbia voluto comprendere anche la sua vocazione sociale a vari strati, con amicizie che hanno spesso sconfinato anche dai confini politici di riferimento (Margherita). Ma guai a ricordargli l’avvicinamento, qualche tempo fa, a Gianfranco Fini, perché si arrabbia. Uomo tradizionalista, Cuccia vive in simbiosi con la moglie Emanuela grande organizzatrice mondana e madre attenta di due figlie adolescenti. Un mondo privato pieno di tracce femminili quello di Cuccia, da sempre, con la mamma Nannà, pittrice nota a cui deve la passione per l’arte. ”Mia madre aveva una forte personalità e da lei ho ereditato una dote che non guasta nel mondo degli affari: l’intuito”. Ai margini, ma neanche troppo, di questo quadro familiare, il clan di amici che vanno da Enzo Carra a Linda Lanzillotta e Franco Bassanini ai banchieri Gianni Zonin e Panfilo Tarantelli, a Emma Marcegaglia, al gruppo delle Eolie che comprende, tra gli altri, Giovanna Melandri e Giovanni Minoli» (Maria Corbi, ”La Stampa” 22/2/2007).