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 2007  febbraio 22 Giovedì calendario

Egregio dott. dell’Arti, in merito al Suo dubbio sul femminile di ministro, Le segnalo che le grammatiche e i vocabolari (ad esempio lo Zingarelli già dal ’98) sono concordi su ministra

Egregio dott. dell’Arti, in merito al Suo dubbio sul femminile di ministro, Le segnalo che le grammatiche e i vocabolari (ad esempio lo Zingarelli già dal ’98) sono concordi su ministra. Riporta una grammatica: Molti anni orsono il governo USA nominò ambasciatore a Roma una signora, che si chiamava Clara Luce, moglie di un famoso editore. La nostra lingua disponeva da secoli del femminile ambasciatrice, che tuttavia era riservato alla moglie dell’ambasciatore, e nessuno osò indicare la bella signora con tale appellativo. Giornali, radio e televisione continuarono a parlare dell’ "ambasciatore Clara Luce". E allora vennero fuori cosette davvero amene, come quella volta che un cronista, facendo il resoconto di una serata di gala all’Ambasciata americana, ci informò compiaciuto e ignaro di fare dell’umorismo che "l’ambasciatore americano indossava un superbo abito di seta color malva molto scollato". Qualcuno rammentà a quei giornalisti che l’italiano disponeva da sempre di(...) ambasciatrice, non "obbligatoriamente" riservato alla moglie dell’ambasciatore. Confortati, rallegrati e sereni, da quel giorno tutti si misero finalmente a dire e stampare "l’ambasciatrice Clara Luce". Successivamente si spiega che tutti i sostantivi professionali in -o al feminile devono correttamente terminare in -a: sarta, maestra, deputata, ministra, notaia, magistrata, avvocata ecc. Io vivo vicino alla Svizzera e sento regolarmente la loro radio di lingua italiana. Ebbene in Svizzera due donne (su sette ministri) ricoprono quella carica e sono regolarmente chiamate ministra e non ministro. Incredibilmente la nostra lingua viene in questo caso rispettata di più oltreconfine solo perché da noi c’è lo stupido pregiudizio che certe professioni sono "necessariamente" maschili; giungere a dire persino "ministro donna" per non dire ministra credo sia uno dei tanti piccoli paradossi della nostra società.