Il Sole 24 Ore 18/02/2007, pag.1 Leonardo Maisano, 18 febbraio 2007
Da un ristorante svedese la sfida di Sofia al vecchio welfare. Il Sole 24 Ore 18 febbraio 2007. La guerra finirà fra qualche giorno quando Sofia ritroverà la sua pace ponendo una piccola croce sulla libertà d’impresa
Da un ristorante svedese la sfida di Sofia al vecchio welfare. Il Sole 24 Ore 18 febbraio 2007. La guerra finirà fra qualche giorno quando Sofia ritroverà la sua pace ponendo una piccola croce sulla libertà d’impresa. La scelta di Sofia è la spugna sul quadrato: venderà "Wild&Fresh",salad bar di pochi metri quadrati, inaugurato un anno fa nel centro di Göteborg. «Lascio perché non ne posso più - dice - dopo due mesi e mezzo di picchetti e umiliazioni». Dal 5 dicembre uomini di Lo, il sindacato svedese, sostano davanti all’ingresso del suo locale, invitano i clienti a non entrare, bloccano il ritiro dell’immondizia, ostacolano le consegne, accusano Sofia di favorire il lavoro irregolare e di non garantire condizioni di lavoro adeguate. Così, in due mesi, hanno sgretolato il sogno di una madre di 24 anni, aspirante imprenditrice, probabilmente elettrice di sinistra, che non ha voluto accettare l’obbligo della contrattazione collettiva per i suoi dipendenti. Anzi, per la sua unica dipendente che non è membro del sindacato, non vuole diventarlo e soprattutto non vuole i paletti degli accordi di categoria. « un fatto - dice Sofia Appelgren - che le condizioni da me offerte sono migliorative rispetto alle intese del settore. Nove punti su dieci ha certificato il mio legale. Un solo passaggio, relativo alle assicurazioni, andava aggiustato. Ci siamo adeguati subito». Alla Lo replicano che non è vero. Che le cose non stanno così e che, soprattutto, la legge consente loro di fare i blocchi anche se i lavoratori dell’impresa contestata non sono d’accordo, anche se "l’impresa" è un bar a gestione familiare. A pochi mesi dalla vittoria elettorale di Fredrik Reinfeldt, il premier 41enne che guida una coalizione di centro-destra, la guerra di Sofia è diventata un caso nazionale nella Svezia in solida crescita e dolorosa transizione dai lacci di un assistenzialismo estremo verso logiche più flessibili di lavoro e di mercato. La stampa non parla d’altro, il dibattito politico, invece, langue. «Nessuno - dice Magnus Henrekson, economista e direttore dell’Istituto per l’economia industriale di Stoccolma - intende sfidare il potere enorme del sindacato in questo Paese». Anzi, il Governo di centro-destra ha dato segni di magnanima comprensione per Lo. «In questa vicenda - spiega Sofia - non c’è nulla di politico, nulla di ideologico. Non contesto il sindacato in quanto tale, anzi credo che sia utilissimo. Ma non accetto i metodi che sta applicando. Ho perso la salute a vedere tutti i giorni 15 persone almeno presidiare gli ingressi del palazzo dove ha sede il mio locale. L’altra sera abbiamo fatto una festa per celebrare il primo anno di "Wild&Fresh",abbiamo stappato bottiglie e gonfiato palloncini. In due minuti il bar era circondato da 45 uomini con l’uniforme Lo». La polizia non può intervenire perché le Unions non fanno nulla di illecito, così come, formalmente, Sofia non è obbligata, per legge, ad accettare la contrattazione collettiva. «Il sindacato - aggiunge Henrekson - ha già agito così in passato, anche in presenza di intese migliorative. Lo fa perché non vuole perdere potere. Sofia, questa volta, è diventata un simbolo nazionale. Ricorsi in tribunale? Spesso gli imprenditori che vogliono operare in Svezia finiscono per fare appello alle istituzioni europee». Se le Trade Unions avessero usato metodi meno spicci e brutali, forse Sofia si sarebbe adeguata. Ma per quelle bizzarrie della cronaca l’intransigenza di uno e l’orgoglio dell’altra si sono avvitate su una legislazione indecifrabile. Così svestita dalla stoica resistenza di una mamma poco più che ventenne la Svezia si ritrova nuda e si scopre illuminata dai primi lampi di un conflitto sociale presa com’è a ragionare delle dolorose incongruenze fra benessere, tutela sociale e libertà. Leonardo Maisano