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 2007  febbraio 17 Sabato calendario

Bocca con licenza di antisemitismo. Il Giornale 17 febbraio 2007. Intervistato dalla Stampa, Giorgio Bocca attacca Pierluigi Battista che nel libro Cancellare le tracce (Rizzoli) ha scritto di lui: «Non ancora partigiano, si era abbandonato a poco onorevoli proclami antisemiti»

Bocca con licenza di antisemitismo. Il Giornale 17 febbraio 2007. Intervistato dalla Stampa, Giorgio Bocca attacca Pierluigi Battista che nel libro Cancellare le tracce (Rizzoli) ha scritto di lui: «Non ancora partigiano, si era abbandonato a poco onorevoli proclami antisemiti». Il riferimento è al seguente pezzo che Bocca firmò il 4 agosto 1942, nel pieno delle persecuzioni razziali, sulla Provincia Granda di Cuneo: «Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. (...) A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere, in un tempo non lontano, essere lo schiavo degli ebrei?». La Stampa chiede a Bocca che cosa risponde a Battista. E lui: «Non rispondo. un argomento così disgustoso! talmente in malafede, chi mi perseguita così da vent’anni. Fingono che sia stato un esponente del fascismo». Dopodiché spiega la genesi di quell’orrendo proclama: «Allievo ufficiale a Bassano, ero in licenza a Cuneo. Ho accettato l’invito del federale a scrivere un articolo per un giornale locale in cambio di tre giorni di licenza in più». Quand’è così, siamo tutti più tranquilli. vero, l’antifascista Bocca maltrattò gli ebrei su un giornale fascista, ma lo fece solo per un interesse supremo: 72 ore aggiuntive di libertà da passare in famiglia, e pazienza se i deportati invece non tornavano più a casa. Del resto è lo stesso Bocca che 65 anni dopo maltratta le immigrate sull’Espresso perché non gli sanno preparare un bollito come Dio comanda, «sempre stopposo, sempre cotto al punto sbagliato». Sono i valori che stanno a cuore a quest’uomo. Stefano Lorenzetto