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 2007  febbraio 20 Martedì calendario

MARIO BAUDINO

Alla libreria Pregliasco di Torino, per dire uno dei santuari della bibliofila, sono già arrivate almeno due richieste, dall’estero. Uno degli aspiranti è disposto a pagare «qualsiasi cifra». Magari non milioni, ma insomma pur di avere Pasque di sangue non bada al prezzo. Il libro di Ariel Toaff è introvabile, le prime tremila copie sono andate via nel giro di pochi giorni sull’onda delle furiose polemiche scatenate dalle anticipazioni di stampa, e non ce ne saranno altre. Lo studioso, com’è noto, ha chiesto all’editore, dall’università israeliana dove insegna, la Bar-Ilan di Tel Aviv, di sospendere la distribuzione del volume, e il Mulino non ha potuto far altro che adeguarsi.
«L’autore ha ogni buon diritto di chiedere il ritiro della sua opera, salvo, secondo le norme sul diritto d’autore, pagarne i danni» dice Ugo Berti, responsabile editoriale della saggistica storica. E così la comparsa di Pasque di sangue nelle classifiche dei più venduti resterà un episodio irripetibile. Ormai la tiratura è esaurita, e la ristampa che si stava preparando è bloccata. Il libro non riuscirà neppure ad arrivare nelle biblioteche pubbliche; resterà un fantasma, ricercatissimo, un libro clandestino da leggere in fotocopia. «Siamo sommersi dalle richieste - continua Berti - ma non possiamo far altro che dire di no. Persino alle comunità ebraiche, che al di là delle polemiche lo vorrebbero per motivi di studio e documentazione».
Qualche libraio, qui e là, avrebbe venduto le copie rimaste a prezzi maggiorati. Difficile trovare conferma. «Quel che so - aggiunge Berti con ironica amarezza - è che un amico libraio ha cominciato a prendermi in giro: "Per una volta che hai un libro che si vende, te lo fermano"». Il Mulino è una casa editrice particolare, che pubblica saggistica di taglio non esclusivamente accademico ma comunque «alto», che appartiene a un vasto gruppo di intellettuali (l’associazione del Mulino, appunto) e che insomma ha logiche un po’ diverse dagli editori commerciali. Le sue tirature non sono da bestseller. Questa volta, complice lo scandalo, lo sarebbero certamente diventate, nell’ordine almeno - valutazione di Berti - di qualche decina di migliaia di copie.
Su Pasque di sangue cala invece il sipario, forse per sempre. La reazione del mondo ebraico contro lo studio sui processi medievali per infanticidi rituali (la conclusione di Toaff è che in pochissimi casi potrebbe esserci del vero nelle accuse rivolte agli ebrei imputati), la condanna dei rabbini e di moltissimi storici non solo italiani, ma soprattutto la situazione di estrema difficoltà in cui è venuta a trovarsi l’università - che avrebbe perso milioni di dollari in finanziamenti da enti americani - rendono improbabile una riscrittura anche parziale del libro, e una nuova pubblicazione.
Se a questo aggiungiamo, come filtra da Israele, che lo storico avrebbe ricevuto minacce di morte, pare davvero improbabile che se ne possa riparlare in un prossimo futuro. Una rarità assoluta prende così congedo dai lettori, e lo fa dall’alto della classifica dei più venduti. In un mondo dove, al contrario, tutte le peggiori farneticazioni antisemite sono ampiamente disponibili in libreria, è un risultato piuttosto sconcertante.
Gronchi Rosa è il nome del francobollo da 205 lire emesso nel 1961. In vendita il giorno di Pasquetta, fu ritirato il mattino dopo per un errore nel disegno. Oggi si aggira sui 1000 euro.Porci con le ali, edito da Savelli nel 1976, fu sequestrato dalla magistratura perché considerato osceno. La ristampa con un’altra copertina rese preziose le copie della prima tiratura. Il manifesto dei jeans Jesus, ideato da Toscani nel 1973 e presto ritirato perché «blasfemo», è un pezzo ricercato: in una recente asta, Bolaffi l’ha aggiudicato a 1400 euro.