Hugo Dixon, la Repubblica 20 febbraio 2007, 20 febbraio 2007
HUGO DIXON
Le borse mondiali sono ai massimi degli ultimi anni, ma se analizziamo meglio i dati, finora per le azioni il 21º secolo è stato un massacro. Secondo un autorevole studio pubblicato da ABN Amro, dall´inizio del 2000 alla fine del 2006 il rendimento azionario reale annuo (plusvalenze più dividendi) è stato pari ad appena l´1,3%, ma peggio di tutti è andata agli investitori delle cinque borse principali. Addirittura Stati Uniti e Germania hanno registrato un rendimento negativo dello 0,7% annuo, ben lontano dal +5,8% reale ottenuto dai mercati azionari mondiali nel 20º secolo. La volatilità degli ultimi decenni è coerente con l´andamento storico delle borse, anzi il calo del 44% dell´indice mondiale fra il 2000 e il 2002 è stato meno pesante del -47% registrato dopo la crisi petrolifera del 1973 e del tracollo del 54% nel 1929; né meraviglia che l´ultima flessione non sia stata originata da eventi politici o economici di rilievo, perché anche la ripresa della borsa negli anni 30 e la stagnazione degli anni 80 avvennero in controtendenza rispetto alle dinamiche economiche dominanti dell´epoca. Tuttavia tra le borse e l´economia reale la correlazione è notevole, anche se solo a lunghissimo termine. Le quotazioni azionarie reali sono aumentate meno del Pil reale, ma se si considerano i dividendi, da sempre le azioni sono l´investimento più redditizio in assoluto. I tre professori della London Business School autori dello studio fanno notare che a lunghissimo termine nemmeno la sconfitta in una guerra mondiale è riuscita a ostacolare la marcia delle azioni. Perché allora farsi scoraggiare dalla recente fase di ristagno? Tuttavia per l´allineamento con le medie di lungo periodo, che è ciò che conta davvero, potrebbe volerci ancora qualche anno... o forse qualche decennio.
Edward Hadas