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 2007  febbraio 20 Martedì calendario

«Non possiamo più essere gentili» sentenzia il poeta Edoardo Sanguineti davanti al campione di gentilezza Fabio Fazio: Che tempo che fa (Raitre, domenica, ore 20

«Non possiamo più essere gentili» sentenzia il poeta Edoardo Sanguineti davanti al campione di gentilezza Fabio Fazio: Che tempo che fa (Raitre, domenica, ore 20.26). Per un attimo ho temuto per l’integrità fisica del conduttore. Poi mi son detto: ma no, sono conterranei, sembrano amici, suonano la stessa campana. Edoardo Sanguineti è un grande docente di letteratura italiana, scrittore, critico, poeta, saggista di tagliente acutezza e giocoliere della parola, ai tempi persino esponente di punta della neoavanguardia. Ogni tanto (anche se domenica sera ha dichiarato che lui è un politico prestato alla poesia) interviene direttamente nella disputa politica e dice cose che fanno rabbrividire. Tipo. «Bisogna restaurare l’odio di classe. I potenti odiano i proletari, i proletari devono fare altrettanto». Oppure, criticando gli studenti cinesi che protestavano contro il regime comunista: «Quelli erano veramente dei ragazzi, poveretti, sedotti da mitologie occidentali, un poco come quelli che esultarono quando cadde il muro; ma insomma, erano dei ragazzi che volevano la Coca Cola». Siccome è un poeta, le sue frasi sono, quanto meno, citazioni e nelle sue parole c’è, quanto meno, un mucchio di garbata, argutissima ironia (e autoironia). Fazio gli ha posto una domanda fondamentale per fare luce su queste sinistre interpretazioni: «Come l’ha presa l’esclusione dal Festival di Sanremo?» (il maestro aveva presentato, come del resto Alda Merini, una canzone e bisogna essere profondamente grati a Pippo Baudo per il coraggio con cui li ha esclusi). Ora, non voglio insegnare il mestiere a chi il suo mestiere lo sa fare molto bene, ma la domanda fondamentale che nessuno osa fare a Sanguineti è un’altra: «Perché professore è così sdentato, perché non si è mai curato i denti?». Perché i dentisti meritano solo odio di classe? Perché è in attesa di una dentiera realizzata con cellule staminali? La ragione pare sia un’altra: da insigne dantista Sanguineti odia il dentista. Da dantista puro odia quelli che interpretano Dante con la dentiera, come Vittorio Sermonti o Roberto Benigni. Se la lingua batte dove il dente duole, senza denti si può dire ciò che si vuole.