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 2007  febbraio 20 Martedì calendario

Carminucci Giovanni

• San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) 14 novembre 1939, Roma 17 febbraio 2007. Ginnasta. Con il fratello Pasquale, Marzolla, Menichelli, Polmonari e Vicari vinse il bronzo a squadre ai Giochi di Roma e l’argento individuale alle parallele dietro al sovietico Shakhlin. Tra gli altri risultati, anche sei podi europei: oro al cavallo e bronzo alle parallele e nel concorso generale nel 1961, oro alle parallele nel 1963, bronzo alle parallele nel 1967 e oro alle parallele nel 1971, a 32 anni • «[...] si proiettava avvitandosi per aria alle parallele, il suo attrezzo preferito. Un movimento ”rotazione aerea longitudinale sull’asse in volo con ritorno in sospensione ascellare”, da lui prese il nome. Lui, con il fratello maggiore Pasquale (Alberto, il minore, anche lui ginnasta, non fu mai azzurro), Gianfranco Marzolla, Arrigo Carnoli, Angelo Vicardi e Franco Menichelli, compose quella fantastica nazionale che nel settembre 1960 conquistò il bronzo di squadra dietro Urss e Giappone. Una medaglia inaspettata, che lanciò nel firmamento ginnico dell’epoca due nomi nuovi: il suo e quello di Franco Menichelli. ”Giovanni era l’artista, il talento, Franco il campione”. Così li ricorda Gianfranco Marzolla, capitano di quella squadra, che ha percorso con Carminucci i primi passi in maglia azzurra. Da quell’incontro con l’Ungheria nel 1958 a Bologna, che li vide per la prima volta convocati. ”Ci aveva scelto Mario Corrias – ricorda ancora Marzolla – il d.t. di quel tempo. Un tecnico di grande valore, che aveva già portato Neri e Guglielmetti all’Olimpiade del ’32 a Los Angeles. Fu lui a chiamarlo Giovannino, perché con i suoi 16 anni era il più giovane di tutti”. Menichelli e Carminucci. La ginnastica italiana in quei fulgidi anni 60 potè contare su due eccezionali protagonisti. Molto diversi come stile. A Carminucci, tutto riusciva facile. Gli veniva mostrato un movimento su qualsiasi attrezzo e lui subito lo eseguiva alla perfezione. La ginnastica, l’aveva nel sangue, nulla gli era impossibile. Viene ricordato come grande specialista alle parallele, dove conquistò due ori europei (e altri due bronzi), l’ultimo a Madrid nel maggio 1971, a 32 anni. E fu la sua gara d’addio. Alle parallele, grande protagonista a Roma di un memorabile duello con il campione sovietico Boris Shaklin. Vinse il russo. Si disse perché era più noto alle giurie. Solito malvezzo. Ma un argento, per l’Italia, allora sembrava già moltissimo. A pilotarlo verso il podio internazionale fu Jack Gunthard, l’allenatore svizzero al quale venne affidata la nazionale verso i Giochi di Roma. Tecnico severissimo, instancabile sul lavoro, ferreo nei metodi, costrinse gli azzurri a un ritmo infernale di allenamenti, con sveglia tutti i giorni all’alba. Ciò portò al rifiuto, l’anno seguente, 1961, di tutti e sei, a partecipare agli Assoluti di Prato. Avevano chiesto di non svolgere gli esercizi obbligatori. Richiesta respinta: sospensione di un mese. Il presidente federale, Ginanni, era di Prato. Pare non avesse gradito. Carminucci, diplomato all’Isef, non è mai stato c.t. della nazionale. Per Giovannino, la ginnastica era soltanto divertimento» (Carlo Gobbi, ”La Gazzetta dello Sport” 20/2/2007).