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 2007  febbraio 18 Domenica calendario

Zennstrom Niklas

• Järfälla (Svezia) 16 febbraio 1966. Imprenditore • «Con Skype ha portato la rivoluzione nell’industria delle telecomunicazioni. Tanto che oggi non c’è grande gruppo europeo o americano, da Telecom Italia a Deutsche Telekom o France Telecom, che non sia stato costretto a offrire le telefonate via internet all’interno dei propri pacchetti di servizi a banda larga venduti agli abbonati. E adesso, con Joost, minaccia di fare altrettanto nei confronti dell’industria televisiva. Un assalto soprattutto alle tradizionali emittenti “generaliste”, basato su connessioni internet veloci, contenuti on demand, immagini in alta definizione. Tutto gratis, finanziato dagli introiti pubblicitari. Niklas Zennström è uno dei grandi innovatori del decennio. Lui e Janus Friis, suo inseparabile compagno d’avventure tecnologico-imprenditoriali, hanno cominciato con KaZaa, il software (e l’azienda) di scambio peer-topeer di file musicali che ha ripreso il discorso avviato da Napster (naufragato sotto il peso delle cause legali per violazione di copyright) e che ha fatto da apripista a fenomeni come quello di iPod-iTunes della Apple. Poi, appunto, è arrivato Skype: un’autostrada internet per telefonare in tutto il mondo. Senza pagare pedaggio, o quasi. Era consapevole di aver piazzato una bomba a orologeria sotto le compagnie di telecomunicazioni, mister Zennström? “In realtà la diffusione di Skype è stata molto graduale, almeno all’inizio. Solo quando abbiamo raggiunto il milione di utenti ci siamo resi conto dell’impatto che avrebbe potuto avere sui tradizionali operatori di telecomunicazioni: una rivoluzione che permette alle persone di comunicare quasi gratis. Oggi Skype ha 171 milioni di utenti nel mondo, che crescono al ritmo di 200 mila ogni giorno”. Nel settembre 2005, quando eBay ha pagato 2,6 miliardi di dollari per acquistare Skype, molti analisti sono rimasti sconcertati. L’hanno definita una follia. E ancora oggi, se si guarda ai 66 milioni di dollari di fatturato dell’ultimo trimestre 2006, non le sembra che il modello di business basato solo sulla pubblicità mostri i suoi limiti? “Stiamo investendo in più direzioni. Da un lato vogliamo continuare a far crescere il numero degli utenti del servizio gratuito, dall’altro puntiamo ad avere sempre più clienti per ‘Skype in’ e ‘Skype out’, che permettono di comunicare a pagamento attraverso le reti di telecomunicazioni degli operatori tradizionali. E già oggi il traffico a pagamento cresce più di quello gratuito. In più, continuiamo a rafforzare le attività di e-commerce. Siamo una società che vende software: anche avatar, suonerie e molto altro”. Il prossimo passo è quello racchiuso nello slogan “Skype everywhere”, “Skype dappertutto”? “Esattamente. L’obiettivo è quello di permettere alle persone di comunicare anche quando non sono davanti a un computer. Per questo nel dicembre scorso abbiamo lanciato i telefoni Skype. Si tratta di cordless che si connettono alla rete internet, anche con lo standard wi-fi. L’altro filone è invece quello dei cellulari: utilizzare le reti mobili per l’accesso internet, sia per telefonare o fare videoconferenze, sia per comunicare con l’instant messaging o navigare sul web. E a costi molto inferiori rispetto alle normali tariffe degli operatori wireless. Come primo passo abbiamo siglato un accordo con “3” che ci consente di portare i nostri servizi sui loro telefonini in quattro mercati europei, compresa l’Italia”. E adesso l’avventura televisiva. [...]» (Giancarlo Radice, “Corriere della Sera” 18/2/2007).