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 2007  febbraio 12 Lunedì calendario

Anno IV - Centocinquantacinquesima settimanaDal 6 al 12 febbraio 2007Bambinone L’assassino di Filippo Raciti, l’ispettore di polizia ammazzato con un colpo al fegato durante i disordini successivi alla partita di calcio Catania-Palermo del 3 febbraio, sarebbe un A

Anno IV - Centocinquantacinquesima settimana
Dal 6 al 12 febbraio 2007

Bambinone L’assassino di Filippo Raciti, l’ispettore di polizia ammazzato con un colpo al fegato durante i disordini successivi alla partita di calcio Catania-Palermo del 3 febbraio, sarebbe un A.S.F., che sarà maggiorenne fra tre mesi e di cui perciò non si deve sapere il nome né vedere la fotografia. Si sa però abbastanza di lui: è alto un metro e novanta, ha giocato a rugby, ha fatto karate, sta in cella e chiede della mamma, poi ogni tanto si riscuote e vuole la televisione, perché impazzisce di godimento all’idea che i telegiornali parlino di lui. Si è riconosciuto nei filmati che la polizia gli ha fatto vedere, ma poi dice di non aver ammazzato, o almeno di non aver voluto ammazzare. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, A.S.F. avrebbe divelto il reggi-lavandino di un bagno e rimediato a quel modo un tubo metallico pesante cinque chili e mezzo. Col tubo avrebbe colpito Raciti, morto mezz’ora dopo in mezzo alle fiamme di una bomba carta che gli era esplosa tra i piedi. Il padre, perito elettrotecnico, va in giro dicendo che il figlio è un capro espiatorio e che la colpa è tutta della polizia. Anche il custode del carcere di Catania - arrestato perché nell’appartamento che gli aveva affittato il comune teneva nascosti i bastoni e gli altri oggetti con cui gli ultras, entrati grazie a lui allo stadio senza pagare, avrebbero messo a ferro e a fuoco la curva - ha accolto la polizia inveendo contro gli agenti, spalleggiato in questo da moglie e figlia (arrestate pure loro). Lo si racconta anche per mostrare che il caso Catania-Palermo ha messo in luce un diffuso sentimento anti-Stato che imparenta culturalmente i teppisti delle curve con i clan malavitosi meridionali.

Domenica Il campionato s’è giocato a porte chiuse in quattro stadi su nove della serie A e in quasi tutti quelli della serie B, fatto mai accaduto in passato. Il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha reiterato, rinforzandolo, il vecchio decreto Pisanu (il ministro degli Interni di Berlusconi), ampiamente disatteso. Ha fatto autocritica per aver concesso, lo scorso settembre, troppe deroghe. Ai presidenti delle squadre - principali responsabili del caos in cui vive il mondo del pallone e che facevano fuoco e fiamme all’idea di perdere gli incassi delle partite - ha detto: «Scommettiamo che vi metterete in regola in quattro e quattr’otto?». Ha avuto ragione: San Siro è stata dotata dei tornelli previsti dalla legge in ventiquattr’ore, gli altri campi saranno sistemati al massimo in un mese. Anche quello del Napoli, la squadra che pare aver sofferto di più per l’assenza di pubblico. È stato calcolato che i tifosi lasciati fuori nel week-end siano stati 110 mila. La perdita economica subita dalle società ammonta a quattro milioni di euro.

Capoverde Nell’isola di Sal, arcipelago di Capoverde, 500 chilometri dal Senegal, Giorgia Busotto, 28 anni, di Verona, e Dalia Saiani, 30 anni, di Ravenna, sono state violentate, uccise a colpi di pietra e poi seppellite nella sabbia, Dalia essendo forse ancora viva. Una terza ragazza, picchiata e che ha fatto finta di esser morta, ha poi denunciato gli assassini, tutti e tre arrestati. Il capo dei violentatori sarebbe un Sandro Santos Rosario, di 23 anni, guida turistica, che aveva avuto una breve storia con Dalia ed essendo stato piantato la tormentava con telefonate ed sms continui. La Saiani, titolare di uno stabilimento balneare al lido di Adriano e campionessa di wind-surf, era partita per Capoverde per chiarire la questione e vedere, la prossima settimana, una tappa del mondiale di wind-surf. Ha accettato l’invito a cena, proprio per chiarire la situazione, ponendo come condizione che venissero anche due sue amiche. L’altro invece, dopo aver deviato dalla strada concordata, ha accecato le ragazze con del gas urticante e le ha condotte sulla spiaggia di Fontona dove, spalleggiato da due amici, ha compiuto il massacro.

Dico Il governo Prodi ha varato un disegno di legge che dà un minimo di garanzie alle cosiddette coppie di fatto, quelle formate cioè da persone che vivono insieme senza esser sposate. Non si deve credere che la legge sia in vigore: l’ha approvata il solo consiglio dei ministri (senza il voto di Mastella) e dovrà ora passare l’esame delle Camere, iter che difficilmente potrà essere più breve di sei mesi. La Chiesa è contrarissima, il papa e la Cei (l’organismo che riunisce i vescovi italiani) hanno parlato di attentato all’identità della famiglia e al diritto naturale. La legge - detta "Dico" dalle iniziali della prima e dell’ultima parola del suo titolo («Diritti e doveri delle coppie conviventi») - evita acrobaticamente qualunque atto che possa somigliare a un matrimonio: i due conviventi vanno all’anagrafe ed entrano nella stanza del funzionario uno per volta. Sanciscono quindi il loro rapporto scrivendosi reciprocamente una lettera con ricevuta di ritorno. In questo modo, dopo tre anni di convivenza, avranno titolo per subentrare nell’affitto di casa o riscuotere la pensione di reversibilità. Dopo nove anni potranno ereditare. La lettera può esser scritta anche da uno solo dei due, persino all’insaputa dell’altro. La Dico sancisce il principio che non possono esservi, nell’applicazione della legge, discriminazioni di tipo sessuale: quindi sono incluse le coppie gay, e anche le convivenze prive di sfondo sentimentale, purché non si tratti di badanti e purché i due conviventi non siano parenti stretti (relazioni superiori al secondo grado).

Usa un momento difficile nei rapporti tra Italia e Stati Uniti. Due questioni. Primo, la base militare di Vicenza, che gli americani vogliono allargare e su cui la sinistra radicale sta facendo una questione. Sabato è prevista una manifestazione dei pacifisti e si teme che non sia per niente pacifica. Secondo, la missione italiana in Afghanistan. Va rifinanziata e anche qui la sinistra radicale si agita perché vuole che i nostri soldati siano richiamati in patria. Sei ambasciatori (Usa, Gran Bretagna, Olanda, Canada, Australia, Romania) hanno sottoscritto una lettera in cui spiegano quanto è vitale che l’Italia mantenga il suo impegno laggiù e i nostri politici (D’Alema in primis) l’hanno definita "irrituale" fingendo che si trattasse di un gesto isolato, di un’iniziativa non pensata dai rispettivi governi. Senonché Condoleeza Rice, il ministro degli Esteri americano, ha detto che la lettera era stata concordata col Dipartimento di Stato, ha definito l’iniziativa lodevole, insomma l’ha coperta fino in fondo. A questo punto, la faccenda è diventata un affare di Stato e il nostro ministro degli Esteri ha incontrato l’ambasciatore americano Spogli. Commentatori hanno rilevato che a questo punto il governo Prodi, debole di suo, risulta anche sotto attacco da parte di Casa Bianca, Chiesa e Confindustria. Altri però hanno sottolineato che proprio questa debolezza si sta rivelando un punto di forza per l’esecutivo. Per esempio, la lettera degli ambasciatori - con la sua aria da diktat - ha momentaneamente azzerato i contrasti interni alla coalizione in nome di una "indiscutibile resistenza al nemico" facilitando un voto favorevole - ancorché momentaneo - sulla politica estera anche da parte della sinistra estrema.

Mussolini Marcello Dell’Utri, uomo chiave dello staff di Berlusconi, sostiene di aver ricevuto da un notaio di Bellinzona cinque agende contenenti il diario scritto da Mussolini fra il 1935 e il 1939. «L’ho letto e mi sono commosso» ha detto. Non sono i primi diari di Mussolini ritrovati. I precedenti erano tutti falsi. Il dibattito infuria.