Enrica Brocardo, Vanity Fair n 7 22/2/07, 15 febbraio 2007
Arturo Brachetti, età non dichiarata, dice che a lungo s’è sentito «vuoto, vago, anche sessualmente»
Arturo Brachetti, età non dichiarata, dice che a lungo s’è sentito «vuoto, vago, anche sessualmente». «Stavo con ragazzi, poi ragazze, poi di nuovo ragazzi». Ancor oggi non ha deciso con chi stare, «ma a questo punto il vero problema è la mia età»: «Conosco parecchi gay che non escono con qualcuno se se è più vecchio di 30 anni e non ha un bel fisico. Una volta sembrava che gli omosessuali fossero perlopiù persone speciali, di genio, perché i pochi noti erano così: Michelangelo, Leonardo da Vinci, Jean Cocteau, Visconti... Adesso che a dichiararsi sono in molti, ti rendi conto che il gay medio è frivolo. Mentre le donne sono più profonde, non guardano solo il tuo aspetto, il modo in cui ti vesti, la ruga... Le donne ti ascoltano». Al momento ha quattro, cinque amici, maschi e femmine, «con i quali mi diverto e con i quali spero di divertirmi ancora quando saremo anziani»: «Avere più opzioni mi fa sentire tranquillo. E lo stesso vale per loro. Abbiamo creato un piccolo gruppo d’affetti che, chiunque muoia per primo, continuerà a funzionare».