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 2007  febbraio 15 Giovedì calendario

Fischi. Su una delle isole Canarie, La Gomera, si parla una lingua chiamata silbo gomero, che prevede l’uso di fischi al posto delle parole (da silbar, in spagnolo, ”fischiare”), che rappresentano quattro vocali e quattro consonanti, sufficienti a creare quattromila espressioni attraverso la loro combinazione

Fischi. Su una delle isole Canarie, La Gomera, si parla una lingua chiamata silbo gomero, che prevede l’uso di fischi al posto delle parole (da silbar, in spagnolo, ”fischiare”), che rappresentano quattro vocali e quattro consonanti, sufficienti a creare quattromila espressioni attraverso la loro combinazione. Invettive. Zolst farliren aleh tsyner achitz eynm, un dos zol dir vey ton, in yiddish, ”che ti possano cadere tutti i denti tranne uno e che quello ti faccia male”. Torschlusspanik. (tedesco), paura di avere sempre meno occasioni a mano a mano che si invecchia (letteralmente ”panico da chiusura di porte”). Neko-neko. (indonesiano), persona che con le sue trovate geniali invece di risolvere le cose riesce solo a peggiorarle. Ataoso. (spagnolo, Centroamerica), persona che vede guai dappertutto. Tu. Nel Vietnam si usano almeno diciotto parole per la seconda persona singolare, a seconda, per esempio che si tratti di un interlocutore bambino o anziano, di una situazione formale o informale. Noi. Nella lingua aborigena jiwali dell’Australia occidentale esistono quattro forme per la prima persona plurale ”noi”, a seconda che venga incluso o no l’interlocutore: ngali, ”noi due incluso te”, ngaliju, ”noi due escluso te”, nganthurru, ”noi tutti compreso te”, nganthurraju, ”noi tutti escluso te”. Presentazioni. I toda dell’India meridionale non pronunciano il proprio nome, e se qualcuno glielo chiede, lo fanno dire a qualcun altro. Numeri. Per i giapponesi i numeri shi (4) e ku (9) sono sfortunati perché hanno lo stesso suono delle parole che indicano ”morte” e ”dolore”. Per lo stesso motivo in molti ospedali non esistono le stanze numerate 4, 9, 14, 19. Sfortunati anche shi’ni (42), ”morire”, e shi-ni-rei (420), ”spirito defunto”. Nei reparti di maternità, invece, non si usa il numero 43 (shi-zan), che significa anche ”parto di feto morto”. Starnuti. In Messico si augura salud, ”salute”, dopo il primo starnuto, dinero; ”denaro”, dopo due; amor, ”amore”, dopo tre; alergías, ”allergie”, dopo il quarto. Starnuti/2. In Iran chi starnutisce sospende per qualche minuto qualsiasi cosa stia facendo. Lo starnuto che interrompe una decisione è segno che bisogna lasciar perdere. Ignorarlo porta sfortuna; farne un secondo serve a esorcizzare. Baffi. In albanese esistono ventisette parole per indicare i baffi. Per esempio: madh, ”baffi cespugliosi”; holl, ”baffi sottili”; varur, ”baffi curvi”; big, ”baffi a manubrio”; kacadre, ”baffi che vanno all’insù; glemb, ”baffi dalle punte affusolate”; posht, ”baffi che curvano verso il basso agli angoli della bocca”; fshes, ”baffi lunghi e ispidi come setole di scopa”; dir sur, ”baffi appena spuntati di un adolescente”; rruar, ”baffi appena rasati”. Diu niu tanquin. (cinese), equivalente di ”parlare a un sordo”, letteralmente ”suonare il liuto per una mucca”. Samir. (persiano), chi ama conversare di notte al chiaro di luna. Utsura-utsura. (giapponese), fluttuare tra la veglia e il sonno. Sabaha bi-wajhi. (arabo), iniziare la giornata vedendo per prima cosa il viso di qualcuno e capire se sarà un giorno buono o cattivo dalla sua espressione. Bakkushan. (giapponese), donna vista da dietro, che sembra bella (finché non si volta). Camminare. Per ogni modo di camminare in Zimbabwe c’è un modo per dirlo: chakwair, ”camminare sguazzando rumorosamente nel fango”; doxor, ”camminare a lungo a piedi scalzi”; svavair, ”camminare infreddoliti e zuppi d’acqua”; minair, ”camminare sculettando”; pushuk, ”camminare con indosso un abito succinto”; shwitair, ”camminare nudi”; seser, ”ondeggiare delle carni mentre si cammina”; tabvuk, proprio di chi ha le cosce così sottili che quando cammina sembra un grillo che salta. Khali khukweni. (zulu), telefono cellulare, letteralmente, ”fare rumore in tasca”. Sekaseka. (bemba), ridere senza motivo. Pfiesezen. (ceco), sentirsi intorpiditi perché si sta seduti nella stessa posizione per troppo tempo. Blue film. (inglese), film porno, a luci rosse. Aerodjarekput. (inuit), scambiarsi le mogli, ma solo per qualche giorno. Zechpreller. (tedesco), persona che va via senza pagare il conto.