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 2007  febbraio 15 Giovedì calendario

Mayer John

• Bridgeport (Stati Uniti) 16 ottobre 1977. Cantante • «Fatte le dovute proporzioni, la storia di John Mayer ricorda quella di Alex Britti. Per anni il cantante romano si è fatto le ossa nei locali più undergound della capitale. Le riviste specializzate lo applaudivano, ma lui non vendeva. Poi Britti è andato a Sanremo, ha piegato i suoi virtuosismi blues a un facile pop, e sono arrivati gossip e ricchezza. Anche John Clayton Mayer, per arrivare al successo, ha dovuto abbassarsi un po’. Il suo ultimo disco, Continuum, ha venduto milioni di copie. In radio ha spopolato il primo singolo, Waiting on the world to change. Lo hanno paragonato a Eric Clapton, e in effetti il suo tocco ha qualcosa dello Slowhand più edulcorato. Nato [...] nel Connecticut, amico d’infanzia del tennista James Blake, Mayer è il nuovo enfant prodige dei chitarristi. La Fender gli ha dedicato un modello speciale di Stratocaster, onore concesso a pochi. Lui è il classico predestinato. A 17 anni gli venne diagnosticata un’aritmia cardiaca, che è stata poi fonte di ispirazione (scrive testi e musiche). Poco dopo ha cominciato a soffrire di attacchi di panico, e ancora oggi si porta dietro lo Xanax ”perché non si sa mai”. Nel 2001 ha firmato con la Columbia Records. Il successo pieno è arrivato con Continuum, ma già con i dischi precedenti Mayer si era tolto qualche sfizio, su tutti i Grammy nel 2003 e 2005. Se i primi album erano pop, dal 2004 Mayer ha detto di volersi avvicinare al blues, prima in chiave acustica e poi elettrica. Ha suonato con Eric Clapton, Buddy Guy, B.B. King, il jazzista Joe Scofield e il pianista Herbie Hancock. Ha fondato il John Mayer Trio, è stato in tour con Wallflowers e Counting Crows. Nei concerti manda in visibilio gli amanti dell’assolo, denotando un tecnicismo melodico che oltre a Clapton strizza l’occhio a Mark Knopfler. Come tutti i bluesman bianchi rimarchevoli, di per sé una categoria-ossimoro, ha dalla sua una voce ”da nero”. I dodici brani di Continuum, uscito nel settembre 2006, sembrano usciti da un ricettario della giusta scaltrezza: suoni puliti, arrangiamenti educati, songwriting col pilota automatico. Tutto suona come deve suonare: ballatone adolescenziali, garbati hit, spruzzate di r&b per la gioia di Mtv. Perfino i produttori di CSI si sono inchinati a lui, chiamandolo come guest star nella primapuntata della settima serie. John Mayer dovrà ora decidere cosa fare da grande, se piegarsi con gusto alle logiche di mercato o se dare reale sfogo alla vena blues. Non è secondario che il brano più riuscito di Continum sia una cover di Jimi Hendrix, Bold As Love. Collezionare Grammy o emulare Stevie Ray Vaughan? Eccolo, il bivio che John Mayer dovrà affrontare» (Andrea Scanzi, ”La Stampa” 15/2/2007).